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«La Svizzera sia onesta con la Convenzione sui diritti umani»

La Svizzera è stata rimproverata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo soltanto in rare occasioni. AFP

O la Svizzera rispetta la Convenzione sui diritti dell’uomo e applica le sentenze della corte di Strasburgo, oppure disdice la CEDU e esce dal Consiglio d’Europa. Un’altra possibilità non c’è, secondo uno studio commissionato dalle organizzazioni per i diritti umani.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2014 - 11:00
swissinfo.ch

Come si comporterebbe il Consiglio d’Europa, il custode della CEDU, se la Svizzera in un caso concreto dovesse dare la precedenza al diritto nazionale rispetto a una sentenza di Strasburgo? A questa domanda risponde una perizia del professore di diritto internazionale Walter Kälin.

Kälin ritiene che il Consiglio d’Europa – il comitato dei ministri, la corte e l’assemblea parlamentare – reagirebbe duramente.

«Da alcuni anni il comitato dei ministri ha reso più severa la prassi. L’applicazione delle sentenze è sorvegliata e si interviene presso gli Stati che non lo fanno. Anche l’assemblea parlamentare da alcuni anni si occupa sistematicamente degli Stati che non applicano la CEDULink esterno. Queste misure creano pressione politica».

Secondo Kälin la Svizzera non dovrebbe temere un’esclusione dal Consiglio d’Europa. «Nello studio mostriamo però che la pressione politica ha degli effetti. La Gran Bretagna per esempio, dove dapprima esponenti di alto livello del governo avevano dichiarato di non accettare una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, alla fine ha dovuto cedere».

«L'uscita dalla CEDU danneggerebbe l'immagine della Svizzera», ritiene l'esperto di diritto internazionale Walter Kälin. Keystone

Anche la Svizzera dovrebbe fare i conti con un lungo conflitto, prevede Kälin e consiglia perciò alla Svizzera di essere «onesta e di ritirarsi dalla convenzione – poi però non potrà aderire di nuovo con riserva, come qualcuno afferma; non è giuridicamente possibile – oppure di accettare la CEDU e rinunciare a un conflitto con il Consiglio d’Europa, in cui c’è solo da perdere».

L’uscita dalla convenzione non danneggerebbe solo l’immagine della Svizzera e del Consiglio d’Europa, ma potrebbe avere gravi conseguenze complessive per la protezione dei diritti dell’uomo in Europa, prevede lo studio. «Se uno stato come la Svizzera dovesse abbandonare la CEDU e uscire dal Consiglio d’Europa, c’è il pericolo che in particolare stati che hanno grossi problemi di rispetto dei diritti umani, vale a dire Stati in cui le violazioni sono sistematiche e non solo puntuali come in Svizzera, seguirebbero l’esempio».

Questo sicuramente non sarebbe nell’interesse dell’Europa e neppure in quello della Svizzera, perché, come dimostra l’esperienza, le violazioni sistematiche dei diritti umani portano sempre a conflitti e sono perciò rilevanti anche per la sicurezza in Europa, afferma Kälin.

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