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Salvare il clima, a livello locale

L'assemblea dei cittadini e delle cittadine per il clima tenutasi a Uster, nel Cantone di Zurigo, è stata un'iniziativa unica nel suo genere lanciata dalle autorità locali. Alexander Geisler

Mentre leader di governo ed esperti ed esperte provenienti da ogni parte del mondo sono impegnati nell’elaborazione di provvedimenti internazionali vincolanti per la tutela del clima alla COP dell’ONU a Glasgow, gli e le abitanti di alcuni piccoli comuni svizzeri lanciano delle idee per passare dalle parole alle azioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 novembre 2021 - 09:00
Kristin Kranenberg

Per Mirjam Javet, insegnante di piano alla scuola di musica di Uster, una cittadina che si trova 20 km a sudest di Zurigo, l’invito a partecipare all’assemblea cittadina per il clima è arrivato proprio al momento giusto. Javet è stata una delle 2’000 persone estratte a sorte a ricevere la lettera di convocazione la scorsa primavera. Il tema della sostenibilità le è diventato molto caro durante la pandemia da Coronavirus, dice. Voleva fare qualcosa per cambiare la situazione, ma la politica non l’ha mai attirata: “Poi mi è arrivata a casa questa lettera”.

Mirjam Javet swissinfo.ch

L’iniziativa è stata promossa dal comune di Uster, dove una delle prime assemblee dei cittadini e delle cittadine si è riunita per occuparsi di cambiamento climatico in Svizzera. Il programma era articolato su due fine settimana, in cui i partecipanti dovevano stilare un rapporto contenente soluzioni pratiche da applicare a livello locale.

Questo tipo di assemblee rientra in una tendenza globale a organizzare iniziative a livello locale, per fornire pareri e soluzioni pratiche a problemi politici e sociali partendo dalla cittadinanza. In quest’ottica, la Svizzera ha già ospitato iniziative quali il “Forum Citoyen” di Ginevra e il “Demoscan” di Sion.

Esistono però anche assemblee cittadine di livello internazionale, che raccolgono voci provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, per la prima volta, si è deciso di istituire un’assemblea globale dei cittadini e delle cittadine in concomitanza con la Conferenza globale delle Parti (COP). Il modello adottato riprende quello di Uster e i lavori sono iniziati il 7 ottobre.

Mobilità, pianificazione urbana e rifiuti

Javet ha accettato l’invito a partecipare all’assemblea di Uster subito dopo aver ricevuto la lettera. Il suo nome è stato estratto anche al secondo turno.  Quest’autunno ha trascorso due fine settimana in compagnia di altre 19 persone, selezionate a caso tra la cittadinanza, per parlare di cambiamento climatico e discutere di cosa si può fare a livello comunale per contenere e affrontare il problema.

Oltre ad altri lavoratori come lei, erano presenti anche una liceale, uno studente universitario e un pensionato. Dopo aver ascoltato le presentazioni di esperti, rappresentanti della comunità imprenditoriale e membri del movimento degli scioperi per il clima, i partecipanti hanno discusso temi quali mobilità, pianificazione urbana, consumi e sprechi, sotto la guida di due moderatori. La distribuzione dei compiti all’interno del gruppo è avvenuta naturalmente: “Alcuni preferivano scrivere, altri parlare”, racconta Javet.

Assemblea globale dei cittadini e delle cittadine per il clima

Le assemblee cittadine, oggi, cercano di collegare le iniziative mondiali per la protezione del clima a soluzioni pratiche. Per la prima volta, è stata indetta un’assemblea globale dei cittadini e delle cittadine in parallelo alla Conferenza sul clima COP 26 di Glasgow.

L’assemblea, che ha avviato i lavori il 7 ottobre, intende rispecchiare le proporzioni della demografia mondiale: 60 delle 100 persone che vi partecipano vengono dall’Asia, 17 dall’Africa, la metà sono donne e 70 guadagnano meno di 10 $ al giorno. Per agevolarne la partecipazione, ognuno di loro riceverà una compensazione economica, oltre al supporto tecnico e traduttivo. La procedura di selezione è iniziata con una lotteria in cui sono stati scelti 100 punti casuali su una mappa, tenendo conto delle terre emerse e della densità di popolazione.

L’iniziativa è gestita da una coalizione internazionale di oltre 100 organizzazioni della società civile. Il 1° novembre l’assemblea ha presentato le sue principali scoperte: https://globalassembly.org/declarationLink esterno. L’intera procedura si è svolta in parallelo a quella della COP 26, i cui e le cui partecipanti hanno presentato i propri input ai leader e alle leader mondiali. L’assemblea globale è finanziata dal governo scozzese e dalla Fondazione europea per il clima (ECF), oltre a godere del sostegno di Regno Unito e ONU.

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I suggerimenti contenuti nelle 15 pagine del resoconto emerso dalle due sessioni sono stati tutti soggetti a votazione. L’assemblea li ha contrassegnati come approvati “all’unanimità”, “da una netta maggioranza” o semplicemente “dalla maggioranza”. L’edilizia ecosostenibile, “se possibile con calcestruzzo riciclato e materie prime locali” e il rinverdimento di tetti e facciate, per esempio, sono stati accolti con favore. L’introduzione di un limite di velocità di 30 km/h su tutte le strade interne alla città, invece, è stata accolta con maggiore scetticismo, con 13 voti favorevoli e 7 contrari.

I risultati ottenuti da questi comitati cittadini non sono vincolanti, ma il comune sembra fortemente intenzionato a implementarli. A inizio novembre, i membri dell’assemblea li presenteranno nel corso di un evento pubblico. La consigliera municipale Karin Fehr, membro dell’esecutivo della città, si occuperà poi di spiegare cosa il comune intenda fare in merito.

Gli abitanti di Uster possono anche decidere di sottoporre questi provvedimenti a scrutinio politico tramite altri canali, come le petizioni o le iniziative individuali.

I risultati dei comitati cittadini non sono vincolanti, ma la città è fortemente impegnata ad attuarli. Alexander Geisler

Far sentire la propria voce… e ascoltare quella altrui

Per Javet, dibattere con tanta intensità su questioni così importanti è stata un’esperienza nuova: “Ho potuto difendere la mia opinione, ma ho anche imparato quanto sia importante ascoltare”. In particolare, è rimasta molto colpita dagli scambi con due giovani attivisti degli “scioperi per il clima”, movimento che in passato ha portato scompiglio in tanti altri dibattiti pubblici nel territorio elvetico.

“La parola sciopero non viene vista molto di buon occhio”, ammette Javet. A suo dire, però, si è trattato di una conversazione molto positiva, in cui gli attivisti hanno risposto serenamente a qualsiasi domanda. I due fine settimana sono stati anche piuttosto vivaci. “Non si percepiva la minima rassegnazione, e i più anziani erano coinvolti tanto quanto gli altri”, racconta.

L’esperto di scienze politiche Andri Heimann, operativo presso il Centro per la democrazia di Aarau, dell’università di Zurigo, si è occupato di monitorare il progetto di Uster. Heimann vede nelle assemblee cittadine uno strumento di grande utilità, persino in una democrazia diretta moderna come la Svizzera, in cui i cittadini possono manifestare il proprio coinvolgimento tramite referendum e iniziative vincolanti. “Si tratta di un’altra forma di partecipazione politica”, spiega.

Secondo lui, il dialogo tra rappresentanti di diversi gruppi demografici estratti a sorte andrebbe considerato come una preziosa risorsa politica in più, oltre a quelle già esistenti: “Un’assemblea di cittadini e cittadine consente di non fermarsi alle votazioni su base sì/no, discutendo di come implementare questioni polarizzanti”. Heimann è convinto che questa forma di partecipazione politica sia particolarmente adatta al dibattito sul clima: “Siamo di fronte a problemi complessi, che non prevedono soluzioni semplici. Non li si può più risolvere mettendoli in compartimenti stagni”.

La diversificazione dell’assemblea di Uster è stata garantita mediante una procedura di estrazione a sorte piuttosto sofisticata. Heimann ha dichiarato che tra i partecipanti vi erano notevoli differenze in termini di età, genere, livello di istruzione e credenze politiche.

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Delle 2’000 persone estratte al primo turno, 129 si sono dichiarate disposte a partecipare: una percentuale del 6,5%, piuttosto bassa rispetto al 10-11% registrato in Svizzera da progetti analoghi.

Heimann, tuttavia, insiste che a confronto con gli standard internazionali quello di Uster è stato un ottimo risultato. In gran parte delle assemblee cittadine tenutesi nel mondo, infatti, la partecipazione è andata dall’1% al 4%.

L’assemblea dei cittadini e delle cittadine di Uster ha poi tratto vantaggio dall’esperienza di un altro piccolo comune del Cantone di Zurigo: Thalwil. Due anni fa, il Partito dei Verdi Liberali (PVL) ha dato il via al “Summit per il clima di Thalwil”, sostenuto da altri sei partiti locali che andavano dalla sinistra dei Verdi alla destra dell’Unione democratica di centro.

L’incontro ha visto la partecipazione di 60 persone, di cui 50 cittadine e cittadini ordinari, e ha prodotto oltre 20 pagine di suggerimenti. Anche a Thalwil c’è stata una netta propensione per un aumento della circolazione in bicicletta e per l’adozione di un’economia circolare.

Il dialogo aiuta a legittimizzare la tutela del clima

Non è detto che confrontarsi con i cittadini e le cittadine sulle questioni climatiche dia adito a idee rivoluzionarie, ma le autorità potrebbero scoprire quali misure godono del favore della popolazione, commenta Jessica Salminen, presidentessa del Partito dei Verdi Liberali (PVL) locale, nonché una delle principali organizzatrici dell’evento di Thalwil. “Non ci si può aspettare di avere un impatto diretto sulle emissioni di CO2: si tratta più di aumentare la consapevolezza della gente in merito”.

“I suggerimenti ricevuti favoriscono la successiva implementazione politica”, concorda Jürg Stünzi, presidente dei Verdi di Thalwil. “Per me è tutta questione di coinvolgere la popolazione e legittimare le misure adottate”, aggiunge.

Jürg Stünzi e Jessica Salminen swissinfo.ch

In qualità di esperto di scienze naturali ormai in pensione e che nel corso della sua carriera si è spesso trovato ad affrontare il problema della sostenibilità, Stünzi sa che chi non si intende della materia può avere difficoltà a valutare la fattibilità di certe misure. Uno dei suggerimenti di due anni fa, per esempio, prevedeva una migliore filtrazione dell’acqua piovana. “Si tratta di una misura realizzabile solo in parte”, spiega Stünzi, “perché il terreno, qui, ha una capacità di assorbimento molto limitata”.

Altre complicazioni sorgono invece quando i provvedimenti suggeriti non ricadono sotto la responsabilità dei singoli comuni. Sul tema della mobilità, per esempio, sono le autorità dei singoli Cantoni e il governo federale ad avere l’ultima parola, dice Salminen.

In ogni caso, le iniziative di Uster e Thalwil hanno aperto la strada al coinvolgimento della popolazione nella questione del cambiamento climatico, e per l’anno prossimo si prevedono ulteriori assemblee.

Gli abitanti di Thalwil potranno dare nuovamente voce alle proprie preoccupazioni. Per il 2022, infatti, il Cantone di Zurigo ha intenzione di ospitare altre due assemblee cittadine sul clima: oltre ai 16’000 residenti a Thalwil, anche i 115’000 abitanti di Winterthur, la sesta città elvetica per dimensioni, potranno dire la loro.

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