chiesa cattolica Sul celibato dei preti Ratzinger rompe il silenzio

Il papa emerito Joseph Ratzinger e il suo successore papa Jorge Mario Bergoglio.

Incontro in Vaticano tra il papa emerito Joseph Ratzinger e il suo successore papa Jorge Mario Bergoglio.

Keystone / L'osservatore Romano / Handout


Il papa emerito Benedetto XVI ha pubblicamente esortato il suo successore Francesco, che dovrà prendere una decisione sulla questione nelle prossime settimane, a combattere l'idea di ordinare sacerdoti uomini coniugati.

La proposta era stata ventilata in un sinodo che a ottobre si è occupato della crisi di vocazioni in Amazzonia, nel corso del quale è stato suggerito di consacrare uomini sposati di una certa età e di provata fede ("viri probati"), preferibilmente tra gli autoctoni, in quelle comunità che hanno scarsità di sacerdoti e dove è difficile che un prete possa recarsi con regolarità.


Papa Ratzinger, che si è ritirato a vita privata nel 2013, è intervenuto sull'argomento in un libro intitolato "Dal profondo del nostro cuore", scritto con il cardinale africano ultraconservatore Robert Sarah, noto per la sua opposizione all'attuale pontefice, di cui il quotidiano francese Le Figaro ha anticipato alcuni estratti.

"La somiglianza delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni ci hanno convinto a mettere il frutto del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale a disposizione di tutti i fedeli, sull'esempio di Sant'Agostino. In effetti, come lui possiamo affermare Silere non possum! (Non posso tacere!)", scrivono i due ecclesiastici per i quali "è urgente e necessario che tutti i vescovi, i sacerdoti e i laici riscoprano uno sguardo di fede sulla Chiesa e sul celibato sacerdotale che protegge il suo mistero".

I due esponenti cattolici chiedono a tutta la Chiesa di non lasciarsi "impressionare" da "cattive suppliche, messe in scana teatrali, diaboliche menzogne, errori di moda che vogliono svalutare il celibato sacerdotale". Lo stato coniugale, scrive sempre Benedetto XVI, concerne l'uomo nella sua totalità e poiché il servizio del Signore esige anche il dono totale dell'uomo, non sembra possibile realizzare simultaneamente le due vocazioni. Così l'attitudine a rinunciare al matrimonio per mettersi totalmente a disposizione del Signore è diventata un criterio per il ministero sacerdotale".


Per il cardinale guineano "il celibato sacerdotale compreso correttamente, se a volte è una prova, è però anche una liberazione. Permette al prete di affermarsi coerentemente nella sua identità di coniuge della Chiesa". Parole che non mancheranno di rinfocolare le contrapposizioni su un tema delicato all'interno della Chiesa.