Navigation

Catania in allerta per l'arrivo del ciclone

Contenuto esterno

A Catania chiuse scuole, negozi, uffici pubblici e di tutte le attività non essenziali per timore dell'arrivo di un ciclone che, in formazione tra la Sicilia e Malta, potrebbe assumere caratteristiche tropicali diventando un uragano mediterraneo, un 'MediCane'. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2021 - 13:17

Il suo probabile arrivo sulla costa ionica della Sicilia e della Calabria è stimato tra la tarda serata di giovedì e venerdì. Se dovesse impattare con la terra la zona interessata, secondo le previsione dei meteorologi, sarà sferzata da venti tempestosi, piogge battenti e insistenti per oltre 24-48 ore.

Attorno al centro depressionario i venti potrebbero soffiare con raffiche superiori ai 100 km l'ora generando intense mareggiate sulle coste.

Per questo, e alla luce della drammatica esperienza vissuta col nubifragio di appena due giorni fa, a Catania alcuni negozianti hanno provveduto a 'sigillare' le vetrine con silicone o a proteggerle con del legno o messo sacchi di sabbia davanti ai negozi. Scene assolutamente inedite per la Sicilia. 

Durante la notte sono proseguiti i lavori dei volontari del dipartimento regionale della Protezione civile e del Comune di Catania, soprattutto con le idrovore per ripulire le strade e le caditoie del fango e dei detriti trasportati dai 'fiumi' che il nubifragio aveva causato.

Il nubifragio ha già fatto registrare due vittime: un 53enne annegato due giorni fa dopo essere sceso dall'auto a Gravina di Catania, e un 67enne, quattro giorni fa a Scordia. La moglie di quest'ultimo è dispersa e le ricerche ancora continuano. Tutti e tre sono stati travolti dalla furia dell'acqua in strada.
 

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.