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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +0,49%

È stata una seduta partita male, ma finita in crescendo. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2021 - 17:46
(Keystone-SDA)

La borsa svizzera chiude la seduta di metà settimana in rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 11'814,59 punti, in progressione dello 0,49% rispetto a ieri, mentre il listino allargato SPI ha guadagnato lo 0,67%, attestandosi a 15'246,01 punti.

Come già avvenuto ieri il mercato è partito con il freno a mano tirato, ma ha poi saputo trovare le giuste motivazioni per virare in positivo, sostenuto anche dall'apertura favorevole di Wall Street.

Su tutte le piazze il tema numero uno continua ad essere l'inflazione. Negli Stati Uniti il rincaro - è notizia di oggi - ha accelerato al 5,4% annuo in settembre: il dato è ai massimi da 13 anni, ma era in qualche modo atteso e non ha quindi avuto un impatto eccessivo sui corsi.

L'attenzione degli investitori era però anche rivolta ai primi risultati trimestrali, che appaiono incoraggianti. Una certa apprensione continua però intanto a suscitare la Cina, che ha sì mostrato robusti dati sul commercio estero, ma che non sembra fare passi avanti in relazione alla vicenda Evergrande, il colosso immobiliare a rischio insolvenza.

Sul fronte interno non hanno brillato i bancari UBS (-0,64% a 15,48 franchi) e Credit Suisse (-1,70% a 9,49 franchi), malgrado il sostanzioso utile reso noto oggi dal concorrente americano JPMorgan. Tutti con il segno meno hanno chiuso anche gli assicurativi Swiss Life (-0,69% a 472,40 franchi), Swiss Re (-0,70% a 79,70 franchi) e Zurich (-0,59% a 386,70 franchi). Nello stesso comparto finanziario ben più tonica è apparsa Partners Group (+2,42% a 1482,50 franchi).

Le valutazioni degli analisti, dopo la giornata degli investitori di ieri, hanno messo le ali a Lonza (+2,95% a 719,20 franchi). Ispirata si è rivelata anche la gran parte dei titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (+1,79% a 31,33 franchi), Sika (+2,29% a 307,80 franchi) e Geberit (-0,02% a 698,00 franchi), mentre ancora una volta ha arrancato Holcim (-0,38% a 44,15 franchi). Nel segmento del lusso ha potuto recuperare ulteriore terreno Richemont (+2,96% a 104,30 franchi) e in ambito tecnologico c'è stata gloria anche per Logitech (+1,57% a 82,88 franchi).

Ha trainato il listino Nestlé (+0,64% a 113,32 franchi), mentre si sono defilati gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-0,08% a 76,50 franchi) e Roche (-0,46% a 357,10 franchi). Nel mercato allargato si è messa in mostra Temenos (+4,25% a 135,00 franchi), che ha saputo approfittare dei buoni dati resi noti dallo specialista informatico tedesco SAP.

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