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Bilarziosi: un rimedio cinese "riscoperto" a Basilea

L'Istituto tropicale svizzero di Basilea ha rielaborato un rimedio della medicina tradizionale cinese, efficace contro la forma africana della bilarziosi. Il principio attivo del medicamento è estratto da una specie di artemisia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 aprile 2000 - 12:09

Allo studio hanno collaborato anche team dell'Università di Cocody, ad Abidjian, e del Centro svizzero di ricerche scientifiche nella capitale della Costa d'Avorio. I risultati saranno pubblicati nella rivista «The Lancet» del 15 aprile.

Il trattamento con il farmaco, chiamato «Artemether», riduce di metà il tasso di reinfezione. Lo studio clinico del medicinale è stato condotto su un campione di 270 bambini in età scolare della Costa d'Avorio: non è stato costatato nessun effetto secondario.

La sostanza si era già rivelata attiva contro l'agente patogeno(Schistosoma japonicum) della forma asiatica della malattia. Per la prima volta i ricercatori basilesi ne hanno testato con successo l'efficacia contro il patogeno africano (S. mansoni), che è la forma più diffusa.

Secondo l'Istituto tropicale, l'»Artemether», pure utilizzato con successo contro la malaria, può ora essere proposto quale misura preventiva contro la forma africana. Sono però ancora necessari studi ulteriori, soprattutto nelle regioni dove le due malattie sono presenti, prima di distribuire il medicinale in modo generalizzato.

L'estratto della pianta è utilizzato da secoli nella medicina cinese per calmare la febbre. Da un decennio, derivati della pianta sono utilizzati contro la malaria.

La bilarziosi è la la malattia parassitaria tropicale mondialmente più diffusa dopo la malaria: secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), 200 milioni di persone sono infettate e molte sono cronicamente sofferenti. L'Istituto basilese, senza scopo di lucro, si occupa della bilarziosi da 20 anni.

La bilarziosi è un'affezione dovuta a vermi parassiti (trematodi) del genere Schistosoma, che infestano il sistema venoso provocando disturbi urinari, intestinali, epatici e della milza. Si tratta di una malattia di origine tropicale. Si conoscono quattro specie di trematodi, responsabili di bilarziosi con sintomi differenti. Quella provocata da S. mansoni è la più diffusa e infierisce in Africa, ma è pure presente in America latina.

Le femmine adulte del verme depongono le uova nei capillari intestinali e della vescica: le uova sono così eliminate attraverso gli escrementi. Le larve possono svilupparsi esclusivamente in acque dolci, a temperature comprese tra 20 e 25 gradi, all'interno di un particolare mollusco. Dopo un mese, la larva esce dal suo ospite ed è libera.

L'uomo si contamina in occasione del contatto con l'acqua: i parassiti attraversano la pelle e entrano nel sistema venoso. Questo particolare modo di trasmissione del patogeno spiega perché i bambini siano particolarmente vulnerabili quando giocano nei fiumi e ruscelli.

swissinfo e agenzie

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