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Biden, il meglio e il peggio del primo anno presidenziale

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Un anno dopo l'elezione, qual è il bilancio della Presidenza Biden? Di seguito – in dieci punti – fatti, decisioni e momenti da ricordare di questi primi 365 giorni alla Casa Bianca. Dal meglio al peggio. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2022 - 21:46
Massimiliano Herber, corrispondente da Washington per la RSI

Era un mercoledì gelido, dopo l’assalto del 6 gennaio. L’insediamento del 46esimo presidente americano avveniva in una Washington blindata e svuotata dalla pandemia, ma gli acuti di Lady Gaga e la freschezza di Amanda Gorman non avevano rubato la scena al vecchio, nuovo presidente – Joseph Robinette Biden, 78 anni – sebbene i versi della giovane poetessa rimangano drammaticamente attuali raccontando di “una Nazione non rotta, / ma, semplicemente, incompiuta”.

Ecco dunque in dieci punti l'anno di Joe Biden:

1. Curare “the Soul of America”… Biden ha cambiato il registro della politica americana, con la ricerca costante del compromesso e abbassando i toni, cercando di riappacificare, normalizzare il confronto politico, sfiancato ed esasperato dalla presidenza Trump, dalla pandemia, dagli scontri e dalle proteste per le diseguaglianze razziali. Non ci è sempre riuscito, ma l’unità in un Paese polarizzato rimane drammaticamente urgente…

2. Il piano infrastrutturale da 1'200 miliardi di dollari. Una riforma storica che non si vedeva dai tempi della creazione della rete autostradale da parte di Eisenhower nel 1956, e per di più varata anche con il sostegno di alcuni senatori e deputati repubblicani. Peccato che a causa delle divisioni interne tra i Democratici il voto sia più volte slittato…

3. Non basta il vaccino, bisogna vaccinarsi e l’amministrazione Biden ha investito risorse ed energie nella campagna per accelerare la distribuzione del vaccino. Il 75% degli americani adulti è vaccinato, ma si è pensato troppo presto di aver vinto la battaglia. Confusione su mascherine, test, booster e obblighi vaccinali hanno creato disorientamento e reso impossibile comunicare con una parte del paese. La variante Omicron ha fatto il resto…

4. Biden ha avuto il coraggio di proporre riforme radicali e di portata storica per l’ambiente e per la socialità: dagli incentivi per la riconversione energetica agli sgravi per le famiglie con figli, i congedi parentali e la scuola d’infanzia obbligatoria. Peccato che Biden voglia fare quello che riuscì a Franklin Delano Roosevelt e Lyndon B. Johnson senza avere le maggioranze al Congresso. Infatti, la sua riforma da 1'750 miliardi di dollari è ferma al Senato…

5. Joe Biden ha cercato di riportare gli Stati Uniti al centro dello scacchiere internazionale. Rientrando nell’accordo sul clima di Parigi, rinsaldando il ruolo americano nella NATO e quello di interlocutore credibile nei confronti degli alleati europei. Anche se poi l’accordo più importante è stato quello con Gran Bretagna e Australia sui sottomarini nucleari per contrastare l’egemonia della Cina, e in quest’ottica l’alleanza più strategica pare il “Quad” con Australia, India e Giappone. Gli USA sono più attenti a Oriente che ad Occidente…

6. Il ticket elettorale Joe Biden-Kamala Harris aveva funzionato portando i Democratici alla presidenza. Un mix che era anche simbolo di un cambiamento. Ma le affinità elettive sono svanite e il primo anno Biden-Harris è stato disastroso, con una Kamala Harris spesso latitante o, peggio, relegata a comprimaria, e le fughe di notizie di insoddisfazione e frustrazione ad agitare West Wing e a dare la stura alle voci più fantasiose (il ritorno di Hillary Clinton? Un ticket Biden-Cheney?) per le Presidenziali 2024 che per i Dem paiono più preoccupanti che mai…

7. Dopo aver mostrato i muscoli a parole (o fu una gaffe?) definendo il leader del Cremlino un “killer” in diretta tivùLink esterno, Joe Biden è parso debole con Vladimir Putin, impotente dinnanzi all’atteggiamento aggressivo della Russia nei confronti dell’Ucraina. Nonostante vertici reali e virtuali, o minacce puntuali, Mosca non pare temere Washington, la cui credibilità internazionale è stata fiaccata dall'Afghanistan e dalla retromarcia sul gasdotto Nord Stream 2 in Germania…

8. Dopo 4 anni di chiusura e muri trumpiani, Biden ha cercato di affrontare l’emergenza migratoria al confine con il Messico con un approccio più umano, ma si è trovato confrontato con strutture inadeguate, e la risposta politica del “Remain in Mexico” affidata alla Vicepresidente è parsa lenta e impacciata. Il risultato è che cifre simili al confine in Texas, Arizona e California non se ne vedevano da 20 anni…

9. Benzina aumentata del 27%, carne del 18%, automobili + 14%... L’inflazione attanaglia gli americani. Complici i miliardi di dollari iniettati con i pacchetti economici anti-covid e l’aumento della domanda dopo un anno di pandemia, il costo della vita è aumentato ovunque con un record (+ 7 %) che non si vedeva da 40 anni. E troppo a lungo Biden ha assicurato che l’inflazione era solo temporanea…

10. La fine della guerra in Afghanistan, la guerra più lunga, dopo 20 anni di conflitto avrebbe potuto valere a Joe Biden la vetta di questa classifica, ma è divenuta un’onta. La modalità del ritiro da Kabul, abbandonando popolazione e alleati, è stata caotica, umiliante per una superpotenza consegnatasi ai “già nemici talebani” e tragica per il prezzo umano pagato dai militi americani. Un addio che ha fatto vacillare la fiducia nella competenza e dell’esperienza del 79enne ex senatore del Delaware… la cui popolarità oggi è ai minimi storici: il 40% degli americani approva la sua presidenza (e no, non è una consolazione sapere che Trump fosse al 38%...).

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