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Bernard Comment, lo Svizzero che svela l'altra Marilyn

Marilyn Monroe, icona di Hollywood, ha affidato alla carta parte delle sue emozioni AFP

L'autore giurassiano ha curato «Fragments», un'opera – in vendita dal 7 ottobre in una decina di paesi – che raccoglie testi inediti di Marilyn Monroe. Swissinfo.ch lo ha intervistato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 ottobre 2010 - 17:53
Mathieu van Berchem, Parigi, swissinfo.ch

«Marilyn non ha cambiato la mia vita, ma devo ammettere che le ho consacrato molte serate e notti bianche». Bernard Comment, direttore della collezione Fiction & Cie alle edizioni Seuil, sta vivendo un periodo assai inteso.

Per ogni editore parigino, l'inizio di ogni nuovo anno letterario è sinonimo di adrenalina; quest'anno, la tensione è ancora più elevata del solito: dal 7 ottobre in molti paesi europei è infatti possibile acquistare Fragments, una collezione di testi di Marilyn Monroe raccolti e pubblicati dallo scrittore giurassiano.

Della star americana si conoscono le pose mozzafiato, la voce sensuale, i suoi amori, la fragilità, la morte. Ma non i suoi scritti. Dal 1943 fino al 1962 – anno della scomparsa – l'attrice ha affidato le sue emozioni a quaderni, foglietti e carta da lettere. In questi testi, Marilyn Monroe getta uno sguardo lucido su sé stessa e sul suo mondo, lontano dall'autocompiacimento: «Ne traspare una grande purezza», afferma Bernard Comment.

swissinfo.ch: Come è nato questo libro? Com'è possibile che Anna Strasberg – la vedova dell'attore Lee Strasberg –, che gestisce attualmente l'eredità di Marilyn, abbia affidato a uno svizzero residente in Francia la pubblicazione dei testi?

B.C.: Tutto nasce per caso, nella fattispecie l'incontro a Parigi con un amico della famiglia Strasberg, che mi ha parlato degli scritti inediti di Marilyn. Mi sono quindi immediatamente recato da Anna Strasberg, a New York, anche se a dire il vero non mi facevo grandi illusioni.

In primo luogo, nutrivo alcuni dubbi in merito alla qualità dei testi. Secondariamente, non avevo molto denaro da offrire. Paradossalmente, però, è proprio questo l'aspetto che è piaciuto alla signora Strasberg. Il suo interesse non era infatti di tipo commerciale, bensì letterario. D'altronde non ho mai parlato di denaro con lei. E se dovessi rivelare l'ammontare del contratto, nessuno mi crederebbe.

swissinfo.ch: Quando ha scoperto questi testi, che cosa l'ha colpita maggiormente?

B.C.: Il suo modo di esplorare i propri abissi interiori, spesso vertiginoso e sempre toccante. Marilyn era molto generosa e non si risparmiava mai. Quello che mi ha colpito è anche la forza poetica dei testi, scritti in un stile mai affettato.

Sappiamo che aveva fatto leggere le sue riflessioni – anche se non erano destinate alla pubblicazione – a persone vicine, in particolare allo scrittore Norman Rosten. I testi sono intimi, ma restano sempre molto pudici: leggendoli, non mi sono mai sentito in imbarazzo. Sappiate comunque che non vi si trova alcuna rivelazione sulla sua vita sessuale, o sulla famiglia Kennedy.

swissinfo.ch: Su quale supporto scriveva Marilyn?

B.C.: Su quaderni, dei quali utilizzava solitamente le prime pagine. Oppure su carta intestata di grandi alberghi, come il Waldorf, o della residenza in cui ha vissuto con Arthur Miller. Tra i testi vi sono anche alcune lettere.

swissinfo.ch: La pubblicazione del libro ha suscitato gelosie, specialmente negli Stati Uniti?

B.C.: Forse. I miei colleghi americani non hanno nascosto il loro stupore. Alcuni erano esasperati per non aver messo loro stessi le mani sui documenti. Prima di me, infatti, altri editori avevano fatto importanti offerte finanziarie ad Anna Strasberg, la quale si fidava però poco del loro lato affarista. Strasberg voleva infatti un libro in cui Marilyn occupasse il ruolo d'autore, senza fotografie in bikini.

swissinfo.ch: In tutta questa vicenda, il fatto di essere svizzero ha costituito in vantaggio? Penso per esempio all'interesse, tipicamente giurassiano, per le sfide impegnative…

B.C.: Chi può dirlo? Certamente è stato fondamentale evitare qualsiasi forma di arroganza e non perdere il proprio entusiasmo.

Marilyn Monroe

Norma Jeane Baker nasce il 1° giugno 1926 a Los Angeles. A causa dei gravi problemi psicologici della madre, trascorre l'infanzia tra orfanatrofi e famiglie di accoglienza.

Nel 1944, il fotografo David Conover lancia la sua carriera di modella. Il suo rapido successo le vale un contratto con 20th Century Fox, firmato nel 1946. Norma si tinge i capelli e sceglie il nome di Marilyn (come l'attrice Marilyn Miller) Monroe (come la nonna).

Dopo un primo matrimonio, nel 1954 sposa il campione di baseball Joe DiMaggio, da cui divorzierà poco dopo. Nel 1956 diventa la moglie dell'autore Arthur Miller (fino al 1961).

Nel 1959 riceve il Golden Globe per la sua interpretazione in A qualcuno piace caldo. Nel 1962, in occasione dei Golden Globe Awards, è designata star mondiale del cinema.

All'apice della gloria, nel 1962 Marilyn – che ha partecipato a una trentina di film – viene però ritrovata morta per overdose di barbiturici nella sua villa di Brentwood, in circostanze ancora avvolte nel mistero e oggetto di molteplici teorie, anche legate alla sua relazione con il clan Kennedy.

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Da Porrentruy a Parigi

Bernard Comment è uno scrittore svizzero nato il 20 aprile 1960 a Porrentruy, nel canton Giura.

Nel 1990 ha pubblicato il suo primo romanzo, intitolato L'ombre de mémoire (edizioni Christian Bourgois).

Dal 1993 al 1994 soggiorna presso l'Accademia francese a Roma; in seguito, traduce in francese parecchi libri di Antonio Tabucchi, tra cui Sostiene Pereira (1995) o Tristano muore (2004).

Nel 1999 è poi stato nominato responsabile del settore fiction a France Culture. Dal 2004 dirige la collezione Fiction & Cie presso le edizioni Seuil. Dal 2005 al 2008 ha presieduto la Commissione "romanzo" al Centro nazionale del libro.

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