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Attacco jihadista in Mali, è caccia all'uomo

Dopo la sanguinosa presa d'ostaggi a Bamako, il presidente ha dichiarato lo stato d'emergenza; si cercano i complici dei due assalitori

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 novembre 2015 - 15:57

In Mali, dalla mezzanotte di sabato, è entrato in vigore lo stato d'emergenza. Tra i 21 morti confermati della sanguinosa presa d'ostaggi, venerdì in un hotel della capitale Bamako, ci sono alcuni cittadini russi, tre cinesi, due begli e un americano.

È intanto scattata la caccia all'uomo per trovare i complici dei terroristi che hanno attaccato il Radisson Blue: agli inquirenti sono dati poteri straordinari. Sull'azione terroristica restano ancora diverse incognite, a partire dal bilancio dei morti che secondo fonti militari sarebbe più alto.

Non è neppure chiaro quanti fossero gli assalitori: c'è chi dice una dozzina e chi, come la direzione dell'albergo, parla di soli due terroristi. L'attacco è stato però rivendicato, da un gruppo jihadista formato nel 2013 che avrebbe agito in collaborazione con Al Qaida nel Maghreb islamico.

Il presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita, oltre a dichiarare lo stato d'emergenza, ha indetto tre giorni di lutto nazionale a partire da lunedì.

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