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ARTE: Rauschenberg e Tinguely

Robert Rauschenberg, Greek Toy Glut (Neapolitan), 1987

Basilea, Museo Tinguely, fino al 17 gennaio

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2009 - 10:18

A oltre un anno dalla scomparsa di Robert Rauschenberg, il museo Tinguely di Basilea rende omaggio a una delle più grandi forze creative dell'arte americana degli anni Cinquanta con l'esposizione Gluts. Organizzata per la prima volta a Venezia, nell'estate del 2009, l'esposizione presenta una quarantina di opere in metallo ancora poco conosciute al grande pubblico.

Fervente sostenitore dell'arte del riciclaggio, Rauschenberg ha saputo regalare a ogni sorta di detrito una seconda vita. Per circa un decennio, l'artista texano si avventura nella Gulf Iron e Metal Junkyard, discarica fuori Fort Myers, in Florida, per raccogliere elementi metallici, come cartelli stradali, tubi di scappamento o radiatori. Con una fantasia e un ingegno sbalorditivi, da questi pezzi in disuso Rauschenberg crea degli assemblaggi poetici e spiritosi, dove l'insieme diventa più importante della somma dei singoli elementi.

Accanto a Gluts, il museo Tinguely presenta anche un'esposizione dedicata alla collaborazione tra Robert Rauschenberg e Jean Tinguely. Nel gennaio del 1960, l'artista svizzero si reca infatti per la prima volta a New York, a bordo della Queen Mary, per l'installazione di un'esposizione monografica alla Staempfli Gallery. Poche settimane più tardi, mette inscena il suo Omaggio a New York, una macchina fantastica che si autodistrugge dopo circa mezzora. L'originalità di quest'opera risuona nell'universo newyorkese delle arti e permette a Tinguely di essere notato da Robert Rauschenberg, dando così vita a una collaborazione fruttuosa.

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