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Antibiotici, li si conosce ma se ne abusa

In Svizzera, si tende a consumare medicamenti in misura eccessiva Ex-press

Nonostante siano ben coscienti dei rischi legati all'eccessiva assunzione di antibiotici, gli svizzeri e le svizzere tendono ad abusare di tali medicamenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2007 - 18:05

È quanto risulta da un sondaggio rappresentativo eseguito dall'istituto «gfs.bern» su incarico del Fondo nazionale per la ricerca scientifica.

La popolazione svizzera è meglio informata che in passato in merito al tema della resistenza delle malattie agli antibiotici, ma nel contempo si preoccupa meno del problema ed è maggiormente incline a consumare in modo inappropriato i farmaci.

È quanto risulta da un sondaggio condotto per conto del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), che indentifica fra l'altro il Ticino come la regione in cui la sensibilità è più scarsa e il comportamento dei pazienti lascia maggiormente a desiderare.

Consumo inappropriato

Dall'analisi demoscopica, condotta nell'aprile scorso su un campione di 1'226 persone dall'istituto gfs.bern, risulta che quello della resistenza dei batteri ai medicinali è un problema noto al 64% degli svizzeri: nel 2003, in un analogo rilevamento, la percentuale era del 54%, indica un comunicato del FNS diffuso martedì. L'85% indica come causa del fenomeno l'uso inutile degli antiobiotici; il 79% degli interrogati si sofferma inoltre sulla mancanza di igiene negli ospedali.

Risulta però in calo l'inquietudine relativa al problema (dal 72% del 2003 al 66% del 2007) e contemporaneamente cresce il numero degli indifferenti (dall'11 al 18%), nonché di quanti dichiarano di aver assunto in modo inappropriato gli antibiotici prescritti (dal 4 all'11%). «Rispetto a quattro anni or sono la problematica ha perso il suo carattere emozionale, e da ciò deriva il consumo inappropriato», afferma Lukas Gorder, direttore dello studio.

Refrattari in Ticino

Secondo gli autori della ricerca «è in Ticino che si osservano i deficit più gravi nel rapporto con gli antibiotici». A sud delle Alpi, infatti, il 34% degli interrogati afferma infatti di non aver seguito la posologia del medico (contro il 12% nella Svizzera tedesca e il 4% in Romandia). Solo il 22% dei ticinesi è inoltre consapevole della resistenza a tali farmaci, un dato nettamente inferiore alla media. Gli indifferenti sono ben il 42%.

La questione, sottolinea lo studio, potrebbe essere spiegata con differenze culturali. Va comunque tenuto presente che la Svizzera è il Paese europeo con il minor consumo di antibiotici.

Intensificare gli sforzi

In generale, «occorre al più presto sensibilizzare maggiormente la popolazione su questo tema», afferma Jean-Claude Piffaretti, presidente del comitato di direzione del programma nazionale di ricerca 49 del FNS, un'iniziativa volta a fornire basi scientifiche e proposte di soluzione per migliorare la gestione del problema della resistenza agli antibiotici.

Allo stesso risultato è giunto recentemente l'European Academies Science Advisory Council (EASAC, organo che riunisce le accademie delle scienze dell'Unione europea), convinto che il problema sarà sempre più spesso all'origine di malattie mortali.

«Ottimismo pericoloso»

L'allarme lanciato dagli specialisti si scontra con l'ottimismo della popolazione elvetica: il 59% continua infatti a credere che la moderna medicina riuscirà a venire a capo della situazione. Secondo i responsabili del PNR 49 questo ottimismo è «pericoloso» e la percezione della gente va assolutamente mutata, tanto più che i primi risultati emersi dal sistema di monitoraggio appena introdotto mostrano che la resistenza agli antibiotici provoca ogni anno circa 80 morti in Svizzera.

Sempre secondo Piffaretti bisogna continuare i lavori per creare, a Berna, un Centro nazionale di resistenza, nel quadro del programma SEARCH (Sentinel Surveillance of Antibiotic Resistance in Switzerland). «Informazione, campagne di sensibilizzazione e monitoraggio formano un insieme coerente di misure», conclude il professore.

Dal canto suo, Karim Boubaker - capo della Sezione malattie infettive presso l'Ufficio federale della sanità - ha dichiarato a swissinfo che i risultati dello studio concernono soprattutto la relazione tra medico e paziente. Boubaker si è inoltre detto soddisfatto per l'accresciuta sensibilità della popolazione in merito alla problematica della resistenza ai medicinali.

swissinfo e agenzie

Contesto

Gli antibiotici sono sostanze che hanno la capacità di inibire la crescita o di provocare la morte dei batteri. In base al meccanismo d'azione, essi vengono suddivisi in battericidi (che uccidono i batteri) o batteriostatici (che ne inibiscono la crescita).

Il meccanismo di azione è variabile: alcuni antibiotici impediscono la sintesi della parete batterica, o provocano un cambiamento della permeabilità della membrana cellulare batterica; altri ancora interferiscono con la capacità del batterio di costruire le proteine.

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