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All'ombra del Russiagate USA, Trump licenzia il capo dell'FBI

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha licenziato martedì il direttore dell’FBI James Comey. La decisione, presa su raccomandazione del Dipartimento della Giustizia, ha effetto immediato e ha innescato un vespaio di polemiche, poiché l’ente sta attualmente indagando sulle presunte collusioni tra agenti russi e lo staff di Trump durante la campagna elettorale.

Alla base del licenziamento ci sarebbe l’incapacità di Comey nel gestire in modo adeguato il cosiddetto ‘emailgate’ di Hillary Clinton.

Il presidente, nella lettera che annuncia a Comey la decisione, parla della necessità di individuare una nuova leadership per ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica.

Parole sorprendenti, se si considera che in passato Trump aveva più volte elogiato il capo dell’FBI per il suo coraggio nella gestione dello scandalo.

"Le spiegazioni della Casa Bianca, infatti, non soddisfano i democratici, i quali parlano senza mezzi termini di un oltraggioso tentativo di fermare un’inchiesta scomoda, quella sui legami di Trump con la Russia.

I democratici all'attacco di Donald Trump per la sua decisione di licenziare James Comey chiedono ora un procuratore speciale indipendente per il Russiagate. Il senatore Ron Wyden chiede che l’ormai ex capo dell’FBI sia sentito in Senato per ''capire quale sia lo stato delle indagini al momento del licenziamento''.

La decisione di Trump solleva critiche anche fra i repubblicani. Il senatore John McCain si dice ''deluso'' dal presidente e chiede una commissione speciale per le indagini sul Russiagate.

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Una defenestrazione che, vista in quest’ottica, richiama i tempi di Richard Nixon, che nel 1973 licenziò il procuratore speciale Archibald Cox, che stava per incastrarlo sul Watergate.

La gente sospetterà un insabbiamento? Assolutamente sì”, si domanda e risponde Chuck Schumer, leader democratico al Congresso. “L’unico modo per riconquistare la fiducia degli americani è la nomina di un procuratore indipendente. Altrimenti tutti penseranno che si tratta di un insabbiamento”.

Destano sospetto, peraltro, le parole con cui il procuratore generale Jeff Sessions raccomanda a Trump la rimozione di Comey. “Il direttore dell’FBI”, si legge nella lettera, “deve essere una persona che segue fedelmente regole e principi del Dipartimento della Giustizia”.

James Comey era stato protagonista nelle fasi finali della campagna elettorale per le ultime elezioni presidenziali statunitensi. I democratici lo avevano accusato di aver favorito la vittoria di Trump.

Neppure al neo-presidente, però, il direttore dell’FBI è mai piaciuto del tutto: è a lui che fanno capo le indagini del Russiagate che ha travolto l’attuale amministrazione, causando il licenziamento dell’ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn.

Il mandato di James Comey, nominato nel 2013 da Barack Obama, sarebbe scaduto nel 2023.

La decisione di Trump ha un solo precedente nella storia: nel 1993 Bill Clinton sostituì l'allora direttore dell’FBI Williams S. Sessions, nominato da Ronald Reagan.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG 12.30 del 10.05.2017)

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