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"Sento che la gente ha un'enorme voglia di viaggiare"

Corine Moinat, presidente del consiglio di amministrazione dell'aeroporto internazionale di Ginevra. Guillaume Megevand

La pandemia ha tarpato le ali all’Aeroporto internazionale di Ginevra, secondo scalo per importanza dopo quello di Zurigo Kloten. In un contesto segnato da forti tensioni Corine Moinat, presidente del Consiglio di amministrazione di questo ente pubblico autonomo, ha ospitato SWI swissinfo.ch per passare in rassegna la sua strategia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2021 - 10:00
Philippe Monnier

Corine Moinat presiede il Consiglio di amministrazione dell’Aeroporto internazionale di Ginevra dal gennaio 2015. Schietta e diretta, è la prima donna nella storia di questo ente pubblico autonomo – di proprietà del Canton Ginevra - a non avere un passato nel governo ginevrino. L’Aeroporto di Ginevra conta un migliaio di collaboratori e lo spazio aeroportuale ospita circa 200 ulteriori aziende, che a loro volta totalizzano all’incirca 11 000 impiegati.

Prima di passare ai comandi dello scalo, Corine Moinat ha occupato diverse posizioni dirigenziali in Migros, uno dei principali gruppi nel settore della grande distribuzione in Svizzera. È stata in particolare a capo del centro Balexert, il più grande spazio commerciale della Svizzera romanda.

Serie: donne al comando

Ai piani alti dell’economia le donne rimangono largamente sottorappresentate. Le 20 società quotate nell’indice per eccellenza della borsa Svizzera, l’SMI, tra i quadri dirigenti annoverano ad esempio un misero 13% di donne. La Svizzera nel raffronto internazionale non fa certo la figura dell’allieva modello. Nel corso di quest’anno SWI swissinfo.ch darà voce a dirigenti d’impresa svizzere le cui attività si snodano nel mondo intero. Rappresentanti dell’economia svizzera che affrontano le sfide più urgenti e cruciali per il loro operato, dalla crisi pandemica alla collocazione del nostro Paese nell’economia globale.

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swissinfo.ch: Nel 2020 il traffico viaggiatori ha subito un crollo del 68,8% e l’esercizio si è chiuso con una perdita di 129,5 milioni di franchi. Quali scenari avete elaborato per il futuro?

Corine Moinat: L’andamento della pandemia con le sue diverse ondate ci ha costretto ad abbozzare tutta una serie di scenari e varianti. A dire la verità, senza avere doti da veggente pianificare è difficilissimo. Per fortuna, grazie al successo della nostra recente emissione di obbligazioni [di 180 milioni di franchi] abbiamo liquidità a sufficienza per affrontare il 2021 e preparare la ripartenza. Diciamo che in questo modo posso dormire sonni più tranquilli…

"Senza avere doti da veggente pianificare è difficilissimo."

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Oltre a questa emissione il Canton Ginevra vi ha garantito una linea di credito di 200 milioni di franchi…

Sì, è corretto, anche se il prestito deve ancora essere approvato dal parlamento ginevrino. Siccome si tratta di una soluzione di ultima ratio non possiamo abbassare la guardia: dobbiamo proseguire i nostri sforzi di contenimento delle spese e vegliare sugli investimenti.  

Pensa che con la pandemia il mondo sia cambiato fondamentalmente e che l’Aeroporto di Ginevra non rivivrà più i fasti dell’affluenza pre-Covid?  

Ad essere sinceri non credo che la gente smetterà di volare poiché sento che c’è un’enorme voglia di viaggiare. E nonostante le quarantene e i test anti-Covid vedo che le poche destinazioni ancora aperte vengono prese d’assalto. In ogni caso, gli specialisti di aviazione contano su un ritorno alla normalità nel 2024.

Quali sono i criteri con cui valuta il successo del suo aeroporto?

Innanzitutto l’ampia rete in cui operiamo è estremamente importante per sostenere l'economia e i posti di lavoro nella nostra regione. Nonostante le dimensioni ridotte del nostro territorio, trovo notevole che il nostro aeroporto sia in grado di offrire 149 destinazioni a 18 milioni di passeggeri all'anno.

Il secondo criterio chiave è la riduzione dell’inquinamento fonico. Nel 2019 abbiamo centrato gli obiettivi previsti per il 2030 e fissati a suo tempo dall'Ufficio federale dell’aviazione civile e dal Canton Ginevra. Ci adoperiamo inoltre per limitare al massimo le emissioni di CO2, ad esempio propendendo per i velivoli di ultima generazione.

Infine, negli anni "normali" versiamo 40 milioni di franchi al Canton Ginevra come partecipazione agli utili.

"Alcuni dei nostri fornitori sono imprescindibili per il buon funzionamento dell’aeroporto. Queste società soffrono molto la crisi, ma per ora riescono a restare a galla."

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L’Aeroporto di Ginevra vola su 28 destinazioni extraeuropee. Aumentare il numero di voli a lunga percorrenza è una priorità?

Assolutamente sì. È proprio per essere più attrattivi per questo tipo di destinazioni che ancora quest'anno inaugureremo il nostro nuovo terminal per velivoli wide-body, l’Ala Est.

Concretamente come fate ad attirare nuove compagnie aeree, in particolare quelle che offrono voli a lunga percorrenza?

Oltre ad offrire una buona infrastruttura mettiamo a disposizione anche dati statistici sulla potenziale domanda della clientela proveniente dalla Svizzera romanda e dalla vicina Francia. Detto questo, la decisione di aprire una nuova linea rimane di competenza della compagnia aerea, che si basa sull'analisi della domanda di mercato.

Il 50% circa del vostro traffico aereo viene generato da Easyjet. Non è rischioso dipendere in una misura tanto ampia da un’unica compagnia aerea, per giunta specializzata in voli low-cost?

Non penso sia corretto incollare questa etichetta a Easyjet perché oggi come oggi tutte le compagnie aeree, Swiss compresa, propongono dei voli a basso costo.

Inoltre, queste tariffe vantaggioso sono molto apprezzate in particolare dai residenti di origine portoghese, spagnola o balcanica che in tal modo hanno l’opportunità di recarsi più spesso al loro paese e incontrare i membri delle loro famiglie rimasti in patria. E moltissimi uomini d’affari si gettano a capofitto su queste offerte che senza ombra di dubbio soddisfano una domanda reale. Anche ammesso che Easyjet lasciasse il nostro scalo la sua offerta verrebbe subito sostituita da altre compagnie aeree.

A causa della pandemia rischiate di perdere alcuni fornitori chiave?

In effetti alcuni di loro – come ad esempio Swissport o Dnata – sono imprescindibili per il buon funzionamento dell’aeroporto. Queste società soffrono molto la crisi ma per ora riescono a restare a galla. D’intesa con queste aziende, con il Cantone e la Confederazione tentiamo di trovare il supporto necessario e le soluzioni più adatte a traghettare gli attori del sistema aereo attraverso la crisi. 

I vostri principali concorrenti sono gli aeroporti di Zurigo Kloten e di Basilea-Mulhouse?

Il nostro concorrente diretto è l’aeroporto di Lione. Dopo la sua privatizzazione questo scalo ha registrato una forte crescita sia di destinazioni offerte che di passeggeri. Gli aeroporti di Zurigo Kloten e di Basilea-Mulhouse sono invece diventati piuttosto dei partner con cui affrontare le stesse sfide e risolvere problematiche analoghe.

Essendo uno scalo urbano dovete affrontare sfide molteplici. La creazione di una nuova piattaforma aeroportuale fuori dal centro di Ginevra è ipotizzabile?

No, e sinceramente non saprei neppure dove potrebbe sorgere un nuovo aeroporto senza avere un impatto negativo sugli abitanti della zona confinante.

"Le nostre attività non aeroportuali sono parte integrante del nostro core business, con sinergie commerciali significative tra le nostre varie attività."

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Quasi la metà dei vostri ricavi è generata da attività non aeroportuali, e precisamente dalla locazione di superfici commerciali e di parcheggio. Perché non focalizzate la vostra attenzione sul vostro business principale?

Perché riteniamo che le nostre attività non aeroportuali siano parte integrante del nostro core business, con sinergie commerciali significative tra le nostre varie attività. In aggiunta, le superfici commerciali messe a disposizione si trovano per la gran parte all’interno del perimetro di sicurezza, quindi nel cuore pulsante del nostro aeroporto. Per contro, non esitiamo a esternalizzare altre attività molto specifiche, ad esempio la gestione dei bagagli.

Siete un ente pubblico autonomo, di proprietà del Canton Ginevra. Se mutaste in una società anonima quotata in borsa al pari dell’aeroporto di Zurigo Kloten, diventereste più flessibili?

Non necessariamente perché un aeroporto non può fare a meno di curare un dialogo permanente con i poteri politici locali ad esempio, e le associazioni di residenti. Nel nostro caso i venti membri del Consiglio di amministrazione sono per la gran parte nominati dal parlamento o dall'esecutivo cantonale e questo ci costringe a tenere discussioni molto ampie con i rappresentanti di tutte le parti. Anche se il nostro modus operandi è altamente regolamentato, il nostro Consiglio di amministrazione gode in definitiva di una grande libertà di manovra e, al pari di una società anonima, ogni direttore è obbligato a difendere gli interessi del nostro aeroporto e non quelli degli organi che lo hanno nominato.

Nella regione ginevrina trova facilmente le competenze che le servono per il suo scalo?

Di massima sì. Tuttavia abbiamo dovuto uscire dalla regione per trovare alcuni esperti di aeronautica.

Dando uno sguardo al mappamondo, quali sono gli aeroporti che considera esemplari?

Seguiamo l’esempio di numerosi aeroporti, come quelli di Zurigo Kloten, Montreal, Monaco di Baviera ed Helsinki. Ma in fin dei conti ogni scalo ha le sue esigenze specifiche e deve trovare le soluzioni che gli si addicono.

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