Navigation

Accordo con gli USA: o adesso o mai più

Come eBay, molte società americane hanno scelto la Svizzera quale sede in Europa Keystone Archive

La Camera di commercio Svizzera-USA avverte che quella attuale è una chance difficilmente ripetibile per discutere di un accordo di libero scambio tra i 2 paesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 agosto 2005 - 19:27

Svizzera e Stati Uniti abborderanno la fase preliminare dei negoziati in autunno. Ma entro il giugno 2007 si dovrà trovare un'intesa nel delicato dossier sull'agricoltura.

Nel quadro dei negoziati preliminari in vista di un accordo bilaterale di libero scambio con gli Stati Uniti, la Svizzera è in una posizione vantaggiosa. Vista l'attuale complessità delle relazioni tra Washington e Bruxelles, un'intesa tra USA e Unione europea (Ue) sembra infatti più difficile.

Lo afferma il responsabile della Camera di commercio Svizzera-Stati Uniti, il quale teme tuttavia che l'ago della bilancia potrebbe spostarsi a favore dell'Ue, nel caso la Confederazione non cogliesse l'opportunità offerta dalle trattative che saranno intavolate in settembre o ottobre.

«La prossima chance potrebbe presentarsi soltanto fra 5 o 6 anni. Ma a qual momento, sarà l'Ue ad avere maggiori possibilità», dice a swissinfo Martin Naville.

E se così sarà - prosegue Naville - rischiamo di ritrovarci isolati poiché non saremo in grado di negoziare da soli e non potremo associarci alle discussioni con l'Ue. «Il rischio non è imminente, ma è reale».

Valutare vantaggi e svantaggi

Dopo la decisione da parte del governo elvetico di intensificare la collaborazione con gli USA, il ministro elvetico dell'economia Joseph Deiss si è recato nel mese di luglio a Washington per un primo scambio di opinioni.

Al suo rientro, Deiss ha annunciato che gli esperti dei due Paesi si incontreranno in autunno per valutare i pro e i contro di un accordo di libero scambio. La decisione di intavolare o meno discussioni in merito sarà presa entro la fine dell'anno.

Un tale accordo si tradurrebbe con l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali e, considerando gli altri Paesi europei, offrirebbe alla Svizzera un accesso preferenziale al mercato statunitense.

Esportatori e protezionisti

Prima di apporre la propria firma, Washington potrebbe però esigere la soppressione delle misure protezioniste che Berna applica nel settore agricolo, aprendo così le porte all'importazione a buon mercato di cereali, mais e riso.

La questione delle sovvenzioni all'agricoltura sono attualmente anche al centro delle discussioni sulla liberalizzazione dei mercati in seno all'Organizzazione mondiale del commercio, che si prefigge di migliorare le condizioni commerciali per i Paesi in via di sviluppo.

«Gli Stati Uniti fanno fatica a capire che la Svizzera è un paese dalla forte esportazione, ma allo stesso tempo si distingue per un marcato protezionismo agricolo», osserva Naville.

Elaborare una strategia

Secondo il responsabile della Camera di commercio Svizzera-USA, «la Confederazione presenta una situazione pericolosamente sbilanciata, in cui un settore responsabile dell'1,1% del Prodotto interno lordo stabilisce l'intera politica economica del paese».

«Bisogna risolvere questo problema. Tutti si devono impegnare per trovare una soluzione, poichè gli agricoltori, da soli, non ce la possono fare», sottolinea Martin Naville.

Ciò non significa - prosegue - che dobbiamo modificare il sistema entro due anni (ndr: lasso di tempo entro il quale può essere firmato un accordo di libero scambio), ma dobbiamo perlomeno elaborare una strategia, anche se ci vorranno 20 anni per applicarla.

Un partner economico

Dopo la Germania, gli Stati Uniti rappresentano il paese che assorbe il maggior volume di beni e servizi svizzeri. Nel 2004, le esportazioni elvetiche verso il gigante nordamericano hanno totalizzato 14,2 miliardi di franchi.

Negli ultimi 18 mesi, imprese americane come Google, IBM, Microsoft ed eBay hanno dal canto loro aperto nuove sedi in Svizzera.

«Per gli USA, la Svizzera non è un nano ma un partner economico importante», afferma Naville.

«Ma se abbiamo un problema con gli Stati Uniti, tutti gli altri Paesi ci si metteranno contro, rischiando così di perdere questo mercato molto in fretta», avverte.

swissinfo, Matthew Allen, Zurigo
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)

In breve

La decisione di intavolare trattative in vista di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti dovrebbe essere presa entro fine anno.

Se così fosse, l'accordo dovrà essere firmato entro il giugno 2007.

Tra due anni scade infatti la «via rapida», la misura accordata nel 2002 dal Congresso al presidente George W. Bush per negoziare accordi di questo tipo.

End of insertion

Fatti e cifre

Responsabili di oltre il 10% delle esportazioni elvetiche, gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato più importante per la Svizzera.
Ad assorbire il maggior volume di beni e servizi elvetici è la Germania.
Nel 2004, le esportazioni svizzere negli USA hanno totalizzato 14,2 miliardi di franchi.
Le importazioni dagli Stati Uniti hanno invece raggiunto quota 5,7 miliardi.

End of insertion

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?