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A caccia di gas sotto il Lemano

Sotto le acque del Lemano, un giacimento di gas? swissinfo.ch

La società svizzera Petrosvibri potrà iniziare a scavare nel sottosuolo del lago Lemano alla ricerca di un giacimento di gas naturale. Se le previsioni dovessero confermarsi nel 2001, lo sfruttamento di questa energia - pari a 70 anni di consumo in Svizzera - potrebbe interessare anche la vicina Francia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 agosto 2009 - 10:02

Non ci sono più ostacoli alla ricerca di gas e petrolio sotto il lago Lemano, un cantiere che sorgerà poco lontano dal celebre castello di Chillon e dalla città di Montreux. Dopo il governo svizzero e il canton Vaud, anche Noville – unico comune coivolto nella fase iniziale – ha dato il suo nullaosta al progetto di Petrosvibri, una società svizzera appartenente agli operatori Holdigaz e Gaznat.

Secondo Pilippe Petipierre, vicepresidente di Petrosvibri, la trivellazione esplorativa del sottosuolo del lago comincerà a inizio novembre e si prolungherà dai sei agli otto mesi. La società costruirà dunque una piattaforma di circa 10'000 m2 su un terreno agricolo del comune di Noville. La perforazione inizierà in verticale, prima di ruotare sotto il lago. E questo a una profondità di circa 3 km, per una lunghezza totale di 4 km. L'acqua del Lemano non entrerà comunque in contatto con il foro e le sue emanazioni, rassicura la società.

Garanzie per l'ambiente

Di fatto, l'impatto ambientale del progetto sarà oggetto di un'attenta valutazione. Ragion per cui, l'ONG Pro Natura ha deciso di ritirare la sua opposizione. «Per ridurre al minimo le conseguenze negative del progetto è stato elaborato un catalogo di misure che prende in seria considerazione la protezione dell'ambiente», assicurano i promotori, che per la fase esplorativa del cantiere hanno preventivato un budget di 22,5 milioni di franchi.

Dal canto suo, il WWF si rammarica che questi soldi non siano investiti nello sviluppo di energie rinnovabili, ma non si oppone direttamente al progetto. «Apprezziamo questa prossimità tra una fonte di energia e i suoi consumatori» , precisa Serge Ansermet della locale sezione dell'ONG.

«Le somme previste per questa fase iniziale non basterebbero a sviluppare un progetto di energie rinnovabili», replica Philippe Petitpierre. Il vicepresidente di Petrosvibri ricorda inoltre «l'importanza della sicurezza dell'approvvigionamento energetico e della diversificazione delle fonti per la Svizzera».

La società ritiene di avere almeno il 50% delle possibilità di trovare nel sottosuolo l'equivalente di otto anni di consumo di gas naturale in Svizzera. Con una probabilità ridotta al 15%, la quantità di idrocarburi potrebbe equivalere a quanto utilizzato negli ultimi 70 anni. Petrosvibri non esclude inoltre di trovare del petrolio, anche se questa è una possibilità piuttosto remota.

Verdetto nel 2011

Se le analisi dei dati raccolti durante la fase di esplorazione (da 6 a 8 mesi) confermeranno le attese, sarà concesso un permesso di sfruttamento. In caso di contenzioso tra i diversi organi pubblici coinvolti (canton Vaud, Vallese e Francia), lo sfruttamento del gas scoperto potrebbe teoricamente passare a un'altra società.

Philippe Petitpierre si dice però fiducioso: «Oggi beneficiamo di una protezione della concessione da parte del canton Vaud, che deve essere rinnovata anche dal Vallese. E stiamo cercando protezione anche in Francia. Al momento non c'è nulla che lasci intendere un rischio per la Petrosvibri di perdere la possibilità di utilizzare un eventuale giacimento».

Questo è il primo progetto di sfruttamento di energia portato avanti da Petrosvibri e finora la compagnia sembra accontentarsi. «Siamo stati sollecitato per collaborare ad altre iniziative, assicura Petitpierre, ma in cambio questi partner volevano partecipare al nostro progetto sul Lemano. Non siamo dunque nemmeno entrati in materia».

Altrove in Svizzera

Intorno alla regione delle Alpi, la ricerca di idrocarburi ha ritrovato negli ultimi tempi un nuovo slancio. «Negli anni Novanta, complice il barile di petrolio a 9 dollari, tutti i progetti di ricerca di idrocarburi lanciati due o tre decenni prima si sono arenati in Svizzera. L'aumento dei prezzi del petroli e le nuove ipotesi sulla geologia della Svizzera hanno rilanciato la ricerca di petrolio e gas. Una tendenza che tocca anche la Germania, l'Italia e la Francia», spiega Werner Leu, geologo di Petrosvibri. Il sottosuolo giurassiano – prosegue Leu – è probabilmente più ricco di petrolio rispetto al sottosuolo attorno alle Alpi, provvisto essenzialmente di gas.

Il cantiere di Petrosvibri è il più avanzato in Svizzera. Ma la SEAG (Aktiengesellschaft für schweizerisches Erdöl), filiale de Swisspetrol, l'organizzazione mantello della ricerca di petrolio e di gas sciolta nel 1994, ha ottenuto dei permessi di sfruttamento nella regione di Cuarny-Essertine (Vaud) e nella regione di Berna. Delle perforazioni sono previste entro la fine dell'anno.

La SEAG ha sviluppato dei progetti anche nella Svizzera orientale. Dal canto suo, la compagnia Celtique Energy ha iniziato le sue ricerche in tutto il Giura vodese e neocastellano. Infine, altre compagnie si interessano al sottosuolo del canton Ticino.

Frédéric Burnand, Vevey, swissinfo.ch
(Traduzione e adattamento dal francese, Stefania Summermatter)

Il gas naturale in Svizzera

Progressione: In Svizzera, il consumo di gas naturale ha registrato una sensibile crescita tra il 1970 e il 1996, con una progressione annua media dell'11%.

Riscaldamento: Nell'ultimo decennio, l'aumento ha subito un arresto (+1,5% l'anno), a causa soprattutto delle condizioni meteorologiche.

Consumo: Oggi il gas naturale copre circa il 12 % del fabbisogno energetico finale del nostro Paese.

Record: Le economie domestiche sono i maggiori consumatori di questo vettore energetico, con circa il 40 %, seguiti dall' industria con un terzo del consumo complessivo.

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Petrosvibri

Società anonima svizzera, ha quale obiettivo la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo dei cantoni Vaud e Vallese.

Petrosvibri è detenuta per il 66% da Gaznat SA e per il 34% da Holdigaz, due operatori specializzati nell'approvvigionamento, nel trasporto e nella distribuzione di gas naturale.

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