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550 vecchi carri pronti per il rottamaio

Un M113 dell'esercito svizzero Keystone

In mancanza di acquirenti all'estero, l'esercito svizzero sceglie di demolire gli M113 che non utilizza più.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2006 - 18:31

Una parte di questi tank sarebbero dovuti finire in Irak, ma la polemica scoppiata in Svizzera aveva fatto fallire il progetto.

Per i vecchi carri granatieri M113 non più utilizzati dall'esercito svizzero il dado è tratto: il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha infatti deciso di rottamarli.

La rottamazione "genererà dei benefici per la Confederazione", indica giovedì il DDPS. Tutto il materiale residuo – in particolare acciaio ed alluminio – sarà infatti recuperato.

Senza precisare una cifra, Godi Huber, portavoce di armasuisse, il centro responsabile dell'acquisto di materiale per il DDPS, parla di qualche migliaia di franchi per ogni carro.

I lavori di smantellamento saranno effettuati da un'impresa vodese e dureranno almeno fino all'inizio del prossimo anno.

Alcuni dei carri in questione sono entrati in servizio una quarantina di anni fa. Il DDPS ha cercato a lungo di venderli, senza però riuscire a concludere un contratto valido.

180 carri per l'Iraq

Con la rottamazione si mette la parola fine anche ad un'annosa vicenda. Gli Emirati Arabi Uniti si erano mostrati interessati all'acquisto di 180 di questi carri per una somma di 12 milioni di franchi. I tank sarebbero poi dovuti essere riesportati in Iraq.

Le numerose critiche scoppiate in Svizzera avevano però costretto il governo a fare marcia indietro.

La vicenda aveva pure spinto il Consiglio federale a rendere più severe le procedure per l'esportazione di materiale bellico usato, ciò che aveva ristretto ulteriormente la possibile cerchia di acquirenti.

Entro il 2010, l'esercito svizzero dovrebbe liquidare vecchio materiale per circa 10 miliardi di franchi, tra cui 1'200 blindati leggeri M109 e M113.

Le esportazioni di materiale bellico occupano un posto relativamente marginale nel commercio esteriore elvetico. Nel 2005, la Svizzera ha esportato verso 72 paesi materiale bellico per un valore di 257,7 milioni di franchi (2004: 402,2 milioni di franchi). Questa cifra corrisponde allo 0,17% delle esportazioni totali della Svizzera.

swissinfo e agenzie

In breve

Nel giugno del 2005, il Governo svizzero aveva deciso di autorizzare l'esportazione di 180 carri granatieri M113 verso l'Iraq via gli Emirati Arabi Uniti. Ufficialmente i carri sarebbero dovuti servire per compiti di polizia.

La vendita aveva suscitato numerose critiche e il governo aveva poi sospeso la transazione. La legge svizzera sul materiale bellico vieta l'esportazione di armi verso i paesi in cui è in atto un conflitto militare.

In marzo, il governo aveva deciso di rivedere la pratica per l'esportazione di materiale bellico. In particolare, Berna intende chiedere ai paesi importatori dichiarazioni di non riesportazione verso un altro Stato.

Ritenendo le decisioni del governo insufficienti, il Gruppo per una Svizzera senza esercito e altre organizzazioni hanno lanciato in giugno un'iniziativa popolare per un divieto generale dell'esportazione di materiale bellico.

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