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«La matematica non è come la politica»

Stanislav Smirnov nel suo ufficio di Ginevra

(swissinfo.ch)

Stanislav Smirnov – professore dal 2003 all'Università di Ginevra – è il primo ricercatore attivo in un ateneo svizzero a vincere la prestigiosa Medaglia Fields, sorta di Premio Nobel per la matematica. Swissinfo.ch l'ha intervistato.

Paolo Giordano, fisico italiano e autore del fortunatissimo libro La solitudine dei numeri primi, ha riassunto per i profani – in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera – il senso delle ricerche di Smirnov.

«Stanislav Smirnov, russo, si è dedicato alla percolazione, un modello neppure troppo sofisticato che spiega il come e il perché la crepa nelle tubature del mio bagno abbia allagato il parquet nuovo dell’inquilino di sotto», scrive Giordano.

Molto più ostica, invece, la motivazione originale del premio in lingua inglese: Stanislav Smirnov is being awarded the 2010 Fields medal for the proof of conformal invariance of percolation and the planar Ising model in statistical physics.

Per ottenere ulteriori ragguagli, è meglio rivolgersi direttamente all'autore delle ricerche.

swissinfo.ch: Professor Smirnov, è possibile spiegare a una persona che non ha studiato matematica il senso degli studi che le sono valsi la Medaglia Fields?

Stanislav Smirnov: È possibile, ci vorrà solo un po' di tempo [ride]. In sintesi, la percolazione è un modello matematico che consente di spiegare perché – a partire da un dato momento – l'acqua riesce a filtrare, per esempio attraverso il caffè, la roccia o una superficie porosa. Si basa quindi su eventi concreti.

Per studiare questo fenomeno, ho rappresentato la situazione mediante una griglia dove una casella rappresenta un punto in cui l'acqua filtra, un'altra un punto da cui il liquido non passa, allo scopo di calcolare la probabilità che ciò accada. ll mio lavoro ha tra l'altro permesso di dimostrare che questa probabilità è uguale indipendentemente dalla "grandezza" della griglia.

swissinfo.ch: La dimostrazione è stata premiata anche per la sua «eleganza intrinseca». Cos'è la bellezza nella matematica?

S. S.: Non è facile spiegarlo, così come non è facile dire cosa sia la bellezza nella musica. Una melodia può infatti risultare molto piacevole o sgradevole all'orecchio di qualcuno. Ciononostante, per decidere se una sinfonia di Mozart ci piace, non è necessario avere studiato anni al conservatorio.

Per apprezzare la matematica, serve invece una certa conoscenza. Ovviamente non sto dicendo che tutti dovrebbero studiare questa materia per cinque anni: forse sarebbe eccessivo… o forse no [ride].

La bellezza in questa materia può per esempio essere rappresentata da una figura geometrica, da una dimostrazione particolarmente ingegnosa, dalla soluzione semplice di un problema complesso.

Per citare un esempio, la legge di Newton nella fisica: chiara, cristallina, permette di spiegare sia la caduta di una mela, sia il volo di un aeroplano, sia il movimento dei pianeti attorno al sole.

swissinfo.ch: Non è frustrante la difficoltà nel trovare persone in grado di condividere e apprezzare i risultati del suo lavoro?

S. S.: Il riconoscimento dei propri pari – e la discussione con loro – è sicuramente importante, ma non si tratta dell'elemento essenziale. La matematica implica anche una parte di ricerca solitaria, guidata dalla propria curiosità e della proprio senso estetico. In ogni caso, non è fondamentale avere un folto pubblico. Penso che John Lennon avrebbe continuato a scrivere canzoni anche se soltanto dieci persone avessero assistito ai suoi concerti.

swissinfo.ch: Quando ha scoperto la sua passione per questa disciplina?

S. S.: Già da bambino – a 8-9 anni – mi interessavano le materie scientifiche, anche perché mio nonno era matematico di formazione e professore di ingegneria. Ho quindi letto molto libri divulgativi che hanno contribuito a far scoccare la scintilla. Mi piacevano molto i razzi spaziali e gli aeroplani, anche se inizialmente non pensavo a una carriera nella ricerca scientifica!

Forse anche perché – durante gli anni scolastici – si ha spesso l'impressione che Darwin, Newton, Eulero abbiano chiarito tutto quello c'era da chiarire. In realtà, ci sono ancora moltissime questioni aperte e più si avanza nella ricerca, più ci si rende conto che le sfide sono infinite.

In seguito, verso i 12 anni, ho partecipato ad alcune competizioni matematiche per bambini in Unione sovietica che – unitamente alla fortuna di avere dei buoni docenti – mi hanno permesso di scoprire quanto è affascinante questa materia.

Essere buoni maestri di matematica è infatti molto difficile, anche perché spesso l'insegnante si deve occupare di allievi con livelli molto diversi, ciò che assorbe molte energie e si aggiunge alla difficoltà di rendere accattivante la materia. Far piacere la matematica è più complicato che appassionare gli studenti alla storia o alla letteratura.

swissinfo.ch: Spesso la matematica, come altre discipline scientifiche, è considerata fredda, arida. Da dove nasce questo pregiudizio?

S. S.: A mio parere nasce dal fatto che in matematica vi sono argomenti estremamente complessi e difficili da spiegare – e di conseguenza da apprezzare – per chi non ha una formazione in questo campo.

La matematica è in realtà una scienza molto importante anche per chi nella propria vita si occupa di tutt'altro, poiché fornisce eccellenti capacità logiche, agilità mentale nel risolvere i problemi e insegna a presentare in modo chiaro le proprie idee.

Se penso a come certe persone credono alle argomentazioni piuttosto fantasiose dei politici i campagna elettorale, resto sorpreso. A scuola avrebbero dovuto imparare che la logica è tutt'altra cosa: la matematica non è come la politica, e dovrebbe essere una guida nel prendere le decisioni.

swissinfo.ch: Per quale motivo ha scelto di lavorare in Svizzera?

S. S.: Essendo nato e cresciuto a San Pietroburgo, preferisco vivere e lavorare in Europa. Inoltre, la Svizzera offre ottime condizioni di lavoro e un'eccellente qualità di vita, il sostegno alla ricerca è importante e una città cosmopolita come Ginevra – vista anche la sua posizione al centro del continente – è un luogo ideale anche dal profilo dei contatti internazionali.

Non dobbiamo infine dimenticare i particolare legami tra la Confederazione e la Russia nel settore della matematica: nel 1725 i fratelli Daniel e Nicolas Bernoulli – e in seguito anche Eulero – sono infatti partiti dalla Svizzera per insegnare all'Accademia delle scienze di San Pietroburgo, fondata da Pietro il Grande.

Stanislav Smirnov

Nato nel 1970 a San Pietroburgo, Stanislav Smirnov ha studiato matematica nella medesima città, dove si è laureato nel 1992.

In seguito ha completato la sua formazione negli Stati Uniti, presso il California Institute of Technology, l'università di Princeton e quella di Yale. Smirnov ha poi lavorato all'Istituto Max Planck di Bonn. Dal 2001 insegna a Stoccolma, all'Accademia reale svedese.

Dal 2003 è professore di matematica all'Università di Ginevra.

Durante la sua carriera ha ricevuto molte distinzioni: la più importante è la Medaglia Fields 2010 per i suoi lavori nel settore della meccanica statica.

Grazie ai suoi lavori, Stanislas Smirnov ha ricevuto a inizio novembre un finanziamento di 3,25 milioni di dollari, attribuito dal governo russo per favorire la cooperazione tra scienziati russi all'estero e gli atenei in patria.

Grazie a tale fondo, il professor Smirnov intende rafforzare la collaborazione tra l'Università di Ginevra e quella di San Pietroburgo.

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Medaglia Fields

La medaglia Fields è attribuita ogni quattro anni dall'Unione internazionale dei matematici a ricercatori d'età inferiore ai 40 anni, ed è considerata il Premio Nobel per tale disciplina.

Attualmente, non vi è una spiegazione confermata da fatti concreti alla base della decisione di Alfred Nobel di non istituire un premio per la questa materia. Alcuni avanzano l'ipotesi di rivalità sentimentali con un matematico, altri di natura professionale.

Secondo un'altra chiave di lettura, Nobel avrebbe voluto rendere omaggio unicamente alle scoperte scientifiche con un impatto diretto sulla vita delle persone.

Per ovviare a questa lacuna, il matematico canadese John Charles Fields ha deciso di istituire una medaglia per premiare i contributi più brillanti alla disciplina. La prima medaglia è stata attribuita nel 1936.

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swissinfo.ch

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