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«Berlusconi? Nein danke»

Due settimane dopo la sconfitta di Milano, l'aura di Berlusconi ha preso un altro brutto colpo AFP

I risultati dei referendum italiani trovano ampio spazio martedì anche sulla stampa elvetica, che all’unanimità parla di una sorta di plebiscito contro Berlusconi e la sua politica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 giugno 2011 - 10:36
swissinfo.ch

«Scacco a Berlusconi», «Berlusconi sommerso dai sì», «La fine s’avvicina»… Per i giornali svizzeri, inserendo un sì nell’urne ai quattro quesiti e soprattutto recandosi in modo assai massiccio negli uffici di voto, gli italiani hanno di fatto inferto un altro duro colpo al governo di Silvio Berlusconi.

«I cittadini italiani ne hanno abbastanza di Silvio Berlusconi», titola la Neue Zürcher Zeitung, sottolineando che a nulla sono valsi gli appelli lanciati dal presidente del consiglio e da alcuni suoi ministri a disertare le urne, per impedire il raggiungimento del quorum.

Sorprende la chiarezza del risultato

A sorprendere è soprattutto la «chiarezza del risultato», osserva la NZZ, che parla di un «segnale forte», giunto appena due settimane dopo la sconfitta patita da Silvio Berlusconi e dai suoi alleati nelle elezioni locali. Per il quotidiano zurighese, la consultazione di domenica e lunedì costituiva infatti anche un «plebiscito nei confronti di Berlusconi e della sua politica».

Adesso, la domanda è di sapere per quanto tempo ancora il leader del Popolo della libertà potrà aggrapparsi al potere. Tutto dipenderà naturalmente dalla Lega. Berlusconi è però l’unico che permette al partito di Bossi di accedere alla stanza dei bottoni. «Visti gli ultimi risultati, delle elezioni anticipate sarebbero verosimilmente sinonimo di una caduta del Popolo della libertà. E per la Lega ciò significherebbe dover ritornare nell’opposizione», scrive la NZZ, lasciando intendere che malgrado facciano la voce grossa molti leghisti non hanno forse nessuna intenzione di abbandonare il Cavaliere. «Le prossime settimane promettono comunque di essere appassionanti; ed è possibile che anche in seno al PdL nascano finalmente delle resistenze contro l’autocrate», conclude il giornale zurighese.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Tages Anzeiger e il Bund, che titolano il loro commento comune: «Berlusconi? Nein danke».

Non una questione di come, ma di quando

Il presidente del consiglio ha «definitivamente perso la sua potenza radiante». «Certo – scrivono i due quotidiani – i referendum non erano solo un voto contro Berlusconi. Lo scetticismo nei confronti dell’energia nucleare e della privatizzazione dell’acqua era condiviso anche da alcuni membri del governo. La considerevole partecipazione e i risultati praticamente unanimi conducono però a una sola conclusione: una crescente maggioranza di italiani ne ha abbastanza di Berlusconi, delle sue scappatelle e della sua politica».

Questa crescente maggioranza di italiani «vuole un governo capace di portare avanti le riforme e di rilanciare un’economia in stagnazione da ormai un decennio», sottolineano il Tages Anzeiger e il Bund.

 

Le prossime settimane saranno decisive per sapere se Berlusconi riuscirà a conservare la maggioranza di governo reggerà. «Per il momento l’impressione è che la fine dell’era di Berlusconi non sia una questione del come, ma piuttosto del quando», concludono i due quotidiani.

Una caduta che non è più tabù

Il giornale della Svizzera francese Le Temps sottolinea pure la «nuova sconfitta incassata» dal Cavaliere. «Questi risultati ‘sovietici’ mostrano chiaramente che Silvio Berlusconi non è più all’unisono con il paese».

Sulla carta, Berlusconi dispone ancora di una piccola maggioranza alla Camera, che potrebbe permettergli di continuare a governare fino al 2013. «Ma il sostegno della Lega, i cui voti sono indispensabili, appare sempre meno solido», scrive Le Temps.

«Quattro sì per dire no a Silvio Berlusconi», titola dal canto suo 24 Heures. «Ormai la sua caduta non è più un tabù», scrive il quotidiano vodese, sottolineando che anche all’interno della coalizione si levano voci di sfida. «La Lega è tentata dall’abbreviare l’agonia. ‘Berlusconi non sa più parlare al popolo’, ha dichiarato Bossi prendendo atto del risultato dei referendum. Se questo non è un avviso di espulsione… ci assomiglia molto».

I risultati

Privatizzazione dell’acqua

Sì 95,3%  No 4,7%

Profitti sull’acqua

Sì 95,8%  No 4,2%

Energia nucleare

Sì 94,1%  No 5,9%

Legittimo impedimento

Sì 94,6%  No 5,4%

Affluenza alle urne: 54,8% (senza voto dell’estero)

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