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Vite spezzate Proteste a Teheran contro il regime

Sull'aereo abbattuto per errore dall'esercito viaggiavano numerosi cittadini iraniani: il missile si è portato via studenti, sorelle, neosposi, famiglie intere. Intanto il generale iraniano della forza aerea delle Guardie della rivoluzione, Amirali Hajizadeh, si è preso la responsabilità di quanto accaduto mentre in piazza la popolazione manifesta contro il regime.

Candele in memoria delle vittime messe davanti all'Università di Teheran durante le proteste di sabato.
(Keystone / Abedin Taherkenareh)

"Mi prendo la responsabilità per l'abbattimento dell'aereo ucraino e accetto qualsiasi decisione che le autorità prenderanno a riguardo". Lo ha detto il generale iraniano della forza aerea delle Guardie della rivoluzione, Amirali Hajizadeh.

"Avrei preferito morire piuttosto che veder accadere un simile fatto", ha aggiunto il generale maggiore Hajizadeh, precisando che adesso le indagini su quanto accaduto continueranno guidate dai vertici della giustizia militare. Sembrerebbe che un soldato abbia agito in maniera indipendente, sparando senza averne avuto ordine, a causa di un intoppo nelle comunicazioni. Almeno così ha spiegato Amirali Hajizadeh.

Cordoglio e un video ricordo

Sabato su Facebook è stato diffuso un video in ricordo delle vittime iraniane del disastro aereo di mercoledì. Sul Boeing 737 dell’Ukranian International Airlines viaggiavano infatti numerose persone che avevano preso l’aereo abbattuto per errore dalle forze aeree di Teheran.

Tra queste vi era un gran numero di cittadine e cittadini iraniani che dopo lo scalo a Kiev avrebbero continuato il viaggio fino in Canada. I missili che hanno centrato il volo PS752 si sono portati via anche le storie di tanti studenti, famiglie, neosposi e altra gente comune che mercoledì si erano alzati prestissimo per salire a bordo del Boeing. Ecco il video.

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Nel video le tante vittime del disastro aereo.

Proteste contro Ali Khamenei

Un Iran che solo pochi giorni fa, nelle gigantesche commemorazioni per il generale Qassem Soleimani, era sembrato ricompattarsi davanti al nemico americano, è scosso ora da nuove proteste contro il regime.

Colpevole, agli occhi dei critici, non solo per l'abbattimento involontario del Boeing ucraino, ma anche per aver cercato di tenere nascosta la verità per almeno tre giorni.

Scontri sono avvenuti sabato sera a Teheran, quando la polizia ha usato gas lacrimogeni e ha caricato per disperdere una folla che scandiva slogan contro la Guida suprema, Ali Khamenei, contro le Guardie della rivoluzione e contro la stessa Repubblica islamica.

"Comandante supremo delle forze armate, dimettiti", hanno gridato i manifestanti radunatisi davanti all'università Amir Kabir, dove molte delle vittime del volo PS-752 della Ukraine International Airlines avevano studiato. E poi: "Referendum per la Costituzione". Un chiaro appello ad un cambiamento del sistema di governo religioso.

La rabbia è esplosa al tramonto, dopo una giornata trascorsa dalla maggior parte degli iraniani in stato di shock per l'ammissione della responsabilità dei Pasdaran nell'abbattimento dell'aereo.

Ecco il riassunto della giornata nel servizio del Tg.

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Gente in piazza a Teheran per manifestare contro il regime

Le reazioni dal mondo sulle ammissioni di colpa dell'Iran

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Reazioni internazionali sulle ammissioni dell'Iran

tvsvizzera.it/fra con RSI

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