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Un paese diviso Brexit: viaggio a zig-zag in un vicolo cieco

 ombrelli con i colori della bandiera britannica

16 gennaio 2019: oppositori alla Brexit manifestano il loro malcontento all'esterno del palazzo di Westminster a Londra.

(Keystone)

Imboccando la via della Brexit, la Gran Bretagna s’infila in un vicolo cieco, teme il giornalista svizzero Peter Stäuber. Pubblicati nella Svizzera tedesca e in Germania, i suoi reportage nel paese anglosassone sono stati di recente raccolti in un libro. L’immagine che ne esce è quella di un’Albione drammaticamente divisa tra l’élite e le classi inferiori.

“La Brexit e la situazione politica inestricabile in Gran Bretagna sono dei dossier complessi che sarebbe sbagliato imputare unicamente all'avanzata, in questi ultimi anni, di un populismo di estrema destra. La stagnazione dell’economia, forme di disuguaglianza che perdurano e problemi sociali ricorrenti fanno parte del contesto locale da molto tempo”, smitizza subito il corrispondente in Gran Bretagna del settimanale zurighese WOZLink esterno e del sito tedesco Zeit onlineLink esterno.

Quando la mannaia della BrexitLink esterno si è abbattuta il 23 giugno 2016, Peter StäuberLink esterno non è stato sorpreso. “Non mi sono svegliato dicendomi che questo paese era diametralmente cambiato, che non era più lo stesso che avevo conosciuto. Qui l’euroscetticismo è sempre stato presente e oggi la Brexit ne è in un certo modo il coronamento”.

Il giornalista svizzero Peter Stäuber è il corrispondente in Gran Bretagna del settimanale zurighese WOZ e del sito d'informazione tedesco Zeit online.

(Sonum Sumaria)

Per rendersene conto, il giornalista ha girovagato nelle regioni periferiche. “Bisognava abbandonare Londra, il suo centrismo, la sua stampa focalizzata solamente sui pettegolezzi della capitale. Ho quindi percorso in lungo e in largo le terre al nord e all’est, compreso il Galles, in particolare le zone dove il tasso di accettazione della Brexit era elevato”. Come nel movimento dei gilet gialli in Francia, “il sentimento di essere stati abbandonati dalle élite londinesi è molto presente in alcune regioni, senza contare gli effetti ancora visibili della deindustrializzazione degli anni ‘80”. Una situazione paragonabile al bacino minerario del nord della Francia.

Partito Laburista sepolto

Peter Stäuber si è recato a Derby, nelle Midlands. Nel centro nevralgico della metallurgia, ha ascoltato gli ex operai in pensione criticare apertamente la sinistra. In questa zona del paese, il Partito Laburista è accusato di averli abbandonati dal 1994, anno in cui Tony Blair ha assunto la guida del partito.

In merito a ciò che è diventata “la terza via”, la svolta verso una sinistra più liberale auspicata dall’ex primo ministro, gli anziani di Derby non sono disposti a scottarsi una seconda volta votando per Jeremy Corbyn, l’attuale leader dei laburisti. Jim Walsh, un pensionato di Derby di 74 anni, risponde senza esitazione al giornalista svizzero: “Non voterò per Corbyn, è un comunista”. Il Partito Laburista deve ritrovare la sua strada. Derby ha votato per la Brexit, con una maggioranza del 57%.

Il giornalista svizzero ha percepito lo stesso sentimento di amarezza a Great Yarmouth, nella contea di Norfolk (est). “Avremmo dovuto uscire dall’Unione europea molto tempo fa”, gli dice al suo arrivo sul posto un tassista. La figlia di quest’ultimo, che ha imparato il mestiere di parrucchiera, ha risparmiato a fatica 25'000 sterline (un po’ più di 30'000 franchi svizzeri al cambio attuale) in nove anni per poter finalmente comprarsi un appartamento. “Da queste parti i richiedenti l’asilo sono immediatamente alloggiati. È così che funziona il paese”, afferma deluso il tassista.

Voto con cognizione di causa

La conseguenza del boom che ha vissuto la City londinese, polmone economico del paese, è che fasce intere della società inglese sono state trascurate in termini di investimenti da parte dei governi che si sono succeduti in questi ultimi anni al numero 10 di Downing Street. “Non credo che i britannici siano stati manipolati a tal punto durante la campagna per la Brexit. Hanno espresso la loro preferenza con cognizione di causa, approfittando del referendum del 2016 per manifestare i loro numerosi risentimenti”. In assenza di una valida alternativa a sinistra, il partito nazionalista Ukip si era impossessato del tema dell’immigrazione.

Nel suo libro Sackgasse BrexitLink esterno (Vicolo cieco Brexit), Peter Stäuber rileva anche, con una certa preoccupazione, la presenza oltremanica di un razzismo sempre più rampante e disinibito, che prende di mira le minoranze etniche, in primo luogo le persone di colore. Durante i controlli basati sull’aspetto, queste ultime sono state interpellate sei volte più dei bianchi, secondo un rapporto reso pubblico dal deputato laburista David Lammy.

Finito dunque il melting pot tanto decantato dalle autorità durante le Olimpiadi di Londra (2012), quando la città era all’apice della sua crescita. “Per alcuni, il sì alla Brexit è stato visto come un modo per riappropriarsi della propria patria e come la possibilità di escluderne le minoranze etniche indesiderate e pure gli espatriati provenienti dai paesi dell’Ue”, analizza uno studio dell’Institute of Race Relations (IRRLink esterno) di Londra, pubblicato alcuni mesi dopo il voto sulla Brexit.

L’ombra della Grenfell Tower

“Il prezzo della Brexit è troppo alto”, conclude Peter Stäuber nel suo libro. “Nessun paese può prosperare quando il fossato tra l’élite e il resto della popolazione è così ampio”. I tagli nella sanità hanno allungato i tempi di attesa negli ospedali e l’assunzione di manodopera a basso costo (soprattutto polacca) nell’economia osservata negli ultimi dieci anni ha condotto al dumping salariale, aggiunge il giornalista.

Senza dimenticare la tragedia della Grenfell Tower del 2017, in cui oltre 70 persone sono morte nell’incendio che ha devastato il grattacielo vetusto di 25 piani nell’ovest di Londra. Un immobile lasciato all’abbandono dai suoi proprietari e dalle autorità, prima di essere stato consumato dal fuoco, trascinando nella sua decadenza centinaia di indigenti. Uno sgradevole odore di bruciato si sprigiona dalle ultime pagine di ‘Vicolo cieco Brexit’.


Traduzione dal francese di Luigi Jorio

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