UBS sanzionata a Hong Kong per aver danneggiato gli investitori nelle sue attività quale proponente per le quotazioni in borsa.

Dovrà pagare una multa di 375 milioni di dollari locali (pari a 48 milioni di franchi) e per un anno non potrà svolgere un ruolo di primo piano nell'accompagnamento dello sbarco in borsa di aziende.

Le misure concernono il gruppo e la sua filiale locale, precisa l'autorità di vigilanza del mercati SFC in un comunicato odierno. Nel mirino degli inquirenti erano finite diverse Ipo (initial public offering, le entrate in borsa).

Una di esse aveva fatto particolare scalpore: quella della società China Forestry Holding, nel 2009. Il gruppo cinese attivo nella fornitura di legno all'industria della carta aveva raccolto milioni di dollari, ma era poi fallito solo 14 mesi più tardi, con danni enormi per gli investitori. L'accusa nei confronti di UBS e della britannica Standard Chartered - banche capofila dell'Ipo - era di non aver verificato che quanto affermato nel prospetto di quotazione fosse vero.

UBS ha fatto sapere di aver preso atto della decisione e si è detta lieta di aver risolto il contenzioso.

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