Gli "svapatori", che utilizzano sigarette elettroniche, non vogliono essere confinati nelle nuove zone per fumatori previste sui marciapiedi delle stazioni FFS.

Stando alla loro associazione Helvetic Vape, così facendo li si condannerebbe al tabagismo passivo e si metterebbe in pericolo la loro salute.

I prodotti da "svapare" non vanno equiparati a quelli da fumare né dal punto di vista tecnico né da quello legale, scrive oggi in una nota l'associazione svizzera degli utilizzatori di vaporizzatori personali. Nella futura legge sui prodotti del tabacco "svapatori" e fumatori saranno chiaramente differenziati su esplicita richiesta del Parlamento, aggiunge Helvetic Vape.

A suo avviso, volendo obbligare i consumatori di "svapo" a subire il tabagismo passivo nelle zone destinate ai fumatori, l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) li espone a pericoli. Studi hanno mostrato un aumento tra il 10 e il 30% del rischio di contrarre un cancro ai polmoni per chi frequenta queste zone. Inoltre, gli "svapatori" che hanno appena deciso di smettere di fumare potrebbero essere tentati dal ricominciare.

Secondo Helvetic Vape, non bisogna confondere "svapo" e tabagismo. I provvedimenti per confinare gli "svapatori" in spazi limitati e chiusi non hanno mostrato "alcun inquinamento dell'aria con un impatto sanitario significativo per il loro entourage". Per l'associazione, lo "svapo" è invece un mezzo efficace per uscire dal tabagismo.

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