La domanda di revisione depositata da Michael Lauber contro la ricusazione nell'inchiesta sulla FIFA è irricevibile. La richiesta del procuratore generale della Confederazione è stata respinta oggi dalla Corte d'appello del Tribunale penale federale (TPF).

Lauber sosteneva che uno dei tre giudici che hanno preso la decisione sulla ricusazione, il ticinese Giorgio Bomio-Giovanascini, avrebbe dovuto lui stesso ritirarsi per un'asserita prevenzione nei suoi confronti.

Nella decisione pubblicata oggi, il TPF ha bollato come irricevibile la domanda del Ministero pubblico della confederazione (MPC). Una revisione può infatti essere chiesta solamente contro giudizi e ordinanze definitive. La pronuncia di ricusazione non rientra in queste categorie.

La Corte dei reclami penali, lo scorso 17 giugno, aveva in parte accolto due istanze di ricusazione contro il procuratore generale Lauber e i membri della task force dell'MPC istituita nel 2015 per occuparsi delle inchieste sugli scandali di corruzione che hanno coinvolto la Federazione internazionale di calcio (FIFA).

Più precisamente, aveva accolto le domande di ricusazione formulate da due degli imputati in questi procedimenti - l'ex segretario della FIFA Jérôme Valcke e l'ex capo delle finanze della federazione Markus Kattner - nei confronti di Lauber, dell'ex procuratore federale capo Olivier Thormann (che è ora giudice alla Corte d'appello del TPF) e di un altro procuratore federale.

A Lauber sono rimproverati gli incontri informali non registrati - contrari alle regole di procedura - con il presidente della FIFA Gianni Infantino, incontri che secondo il TPF possono far sorgere dubbi sull'imparzialità del procuratore generale.

(Sentenza CR.2019.2 del 10 luglio 2019)

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