Televisori, orologi di lusso, chiavette USB, ma anche campioni di urina sono arrivati alla centrale degli oggetti trovati della Posta di Chiasso, che nel 2018 ha raccolto complessivamente circa 17'000 oggetti smarriti in tutta la Svizzera.

"Non ci sorprende più nulla. Nel 2018, ci sono capitati fra le mani persino lingotti d'oro e un'attrezzatura subacquea per più persone", indica Anna Visconti, responsabile del servizio alla clientela della centrale degli oggetti trovati della Posta, citata in un comunicato odierno del Gigante giallo. Circa il 30% degli oggetti smarriti ritrova il proprietario, mentre il rimanente 70% non viene reclamato o non è finito alla Posta. La centrale registra tutti gli oggetti in una banca dati centrale, aggiornata in tempo reale. Il servizio clienti può così verificare direttamente se ciò che viene ricercato è già stato rinvenuto. La Posta è tenuta a conservare gli oggetti per un anno, dopo di che li elimina "a norma di legge", precisa Visconti.

Numerosi oggetti finiscono a Chiasso, perché la Posta non è stata in grado di individuare il destinatario o il mittente di una spedizione in quanto l'indirizzo è errato; oppure perché sia il mittente sia il destinatario si rifiutano di accettare l'invio. Se piccoli oggetti, come chiavi o chiavette USB, sono confezionati male, può succedere che quando questi passano attraverso le spartitrici finiscano fuori dall'imballaggio, oppure che cadano dal nastro trasportatore nei centri lettere e pacchi senza che nessuno se ne accorga.

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