Taluni ospedali svizzeri hanno ricevuto negli ultimi anni apparecchi e impianti che non erano stati correttamente sterilizzati dalle imprese fornitrici.

L'informazione, rivelata oggi dai domenicali "Le Matin Dimanche" e "SonntagsZeitung", è stata confermata all'agenzia Keystone-ATS da Swissmedic.

Stando al portavoce di Swissmedic Lukas Jaggi, l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici ha effettuato 690 richiami di dispositivi medici non sterili tra il 2005 e il 2018, ossia cinque avvertimenti al mese in media.

Secondo rapporti stilati da Swissmedic, a volte gli stessi ospedali non disinfettano e non conservano correttamente materiali, quali gli endoscopi. "Talvolta ciò che scopriamo è scioccante", ha dichiarato ai domenicali il presidente della società svizzera di sterilizzazione ospedaliera, Frédy Cavin, che accompagna regolarmente gli ispettori di Swissmedic. Questo venir meno ai propri doveri è una delle cause delle 57'000 infezioni che tra l'ottobre del 2015 e il settembre del 2017 sono state registrate nei 168 ospedali svizzeri dopo un'operazione.

Tali casi dovrebbero essere comunicati da medici e ospedali a Swissmedic, affinché possano essere evitati in futuro. Questo obbligo di notifica esiste già nella vigente Legge sugli agenti terapeutici. Dal primo gennaio con l'entrata in vigore della nuova legge le sanzioni saranno più severe: si passerà da 10'000 a 20'000 franchi di multa per chi viola negligentemente l'obbligo di notifica. E le persone che intenzionalmente non annunciano tali disfunzioni potrebbero essere obbligate a pagare fino a 50'000 franchi. Per gli ospedali la multa passerà da 5'000 a 20'000 franchi.

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