Scavi archeologici hanno permesso di stabilire una presenza umana a Saint-Ursanne (JU) nell'epoca gallo-romana. Il piccolo villaggio sul fiume Doubs era quindi abitato già 500 anni prima dell'arrivo del monaco irlandese Ursicino, considerato il fondatore.

Gli scavi effettuati nel centro storico sono in corso da tre anni, in concomitanza con lavori alla rete di canalizzazioni, ha indicato oggi il Canton Giura.

Fino ad ora si erano trovati soprattutto reperti medievali, ma per la prima volta nella storia del villaggio gli archeologi hanno portato alla luce, due settimane fa, vestigia che riconducono a un'occupazione umana risalente all'epoca gallo-romana.

I ritrovamenti sono relativamente modesti: qualche fosso legato alla lavorazione del ferro e una vasca in muratura realizzata nella maniera tipica dell'ingegneria romana. Il fondo di questa vasca - quasi intatto - è lavorato con cura. La ceramica ritrovata è frammentata, ma permette una datazione fra l'anno 80 e 150 dopo Cristo.

Secondo la tradizione, la fondazione di Saint-Ursanne è da ricondurre al monaco irlandese Ursicino, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Vissuto fra il VI e il VII secolo, conduceva la sua esistenza da eremita là dove oggi si trova il centro storico.

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