Greenpeace India ha chiuso due dei suoi uffici regionali in India e ha ridotto considerevolmente lo staff.

L'associazione ha reso noto ieri di essere stata costretta a rinunciare alle sedi di Delhi e Patna e a rinunciare ad almeno 40 persone, un terzo dei collaboratori, a seguito delle severe misure prese dal governo indiano nei confronti di tutte le Ong.

Pochi mesi dopo l'insediamento nel 2014, il governo di Modi ha bloccato i finanziamenti dall'estero a circa 15000 associazioni non governative: la sede principale di Greenpeace a Bengalore lo scorso autunno è stata teatro di un'incursione della polizia, e quindici conti bancari sono stati bloccati. Diya Deb, responsabile nazionale delle campagne della ong, ha sostenuto che le donazioni arrivano tutte dall'India.

"Greenpeace è la voce collettiva di migliaia di donatori, attivisti e volontari", ha ricordato la Deb: "il governo può farci chiudere gli uffici, ma le campagne di Greepeace non si fermano".

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