Morte per impiccagione: questa la conclusione della polizia britannica sulla base degli accertamenti di medicina legale rispetto alle cause del decesso di Keith Flint, il cantante dei Prodigy trovato senza vita il 4 marzo scorso nella sua residenza dell'Essex.

Il suicidio era stato evocato fin da subito dai media del Regno e da altri componenti della band. La coroner incaricata del caso, Caroline Beasley-Murray, si è riservata comunque di presentare un rapporto aggiornato il 23 luglio prossimo.

Al momento non sono ancora noti del resto gli esiti dell'esame tossicologico disposto sul corpo della vittima per identificare eventuali tracce di droga o di abuso di farmaci e alcol. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli anni '90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.

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