Per la prima volta il Museo d'arte dei Grigioni allestisce una mostra dedicata al tema della caccia, presente nel dibattito pubblico come in nessun altro cantone. L'esposizione, intitolata "Passione. Immagini della caccia" sarà visitabile da sabato fino al 27 ottobre.

La mostra, tuttavia, va ben oltre i confini grigionesi: "essa indaga la costanza e il cambiamento nella rappresentazione e nell'interpretazione della caccia come tecnica culturale variegata e universalmente diffusa - si legge nella nota di presentazione del museo - e studia questo argomento fortemente radicato nella regione nel contesto dell'arte di importanza internazionale".

Da sempre il significato della caccia va ben oltre il mero fatto di procurarsi del cibo o di difendersi da concorrenti a livello alimentare. Animali cacciabili sono tra i motivi più precoci in assoluto della pittura e della scultura. La mostra riflette sulla caccia, su cacciatori e prede, su come vengono percepiti e rappresentati dall'antichità fino ai giorni nostri.

In sette capitoli viene tematizzato il riferimento mitologico che spazia da Artemide e Diana fino a Sant'Uberto, esplora la presenza contemporanea di Eros e Tanato, delinea la caccia quale palcoscenico del potere, illustra l'importanza di trofei, si interroga in merito all'esistenza di una regione selvaggia quale luogo della nostalgia.

Oltre 40 gli autori esposti nella mostra, tra cui Pablo Picasso, Paul Klee, Not Vital, Anne Loch. A questi si aggiungono oggetti selezionati di importanza storico-culturale.

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