Il Partito socialista ginevrino ha respinto ieri sera, nel corso di un'assemblea generale, l'accordo che aveva concluso con la destra sulla riforma cantonale della fiscalità delle imprese.

Lo scorso 17 gennaio, in un'altra assemblea generale, si era espresso in senso opposto.

Con 89 voti contro 72, il PS di Ginevra invita ormai a votare "no" il 19 maggio all'applicazione cantonale della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA), sulla quale il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi lo stesso giorno e che il PS ginevrino raccomanda pure di respingere. Una maggioranza dei delegati ha ritenuto che le perdite fiscali per il Cantone sarebbero troppo grandi.

Contrariamente a quanto deciso ieri sera, l'assemblea generale del 17 gennaio aveva approvato l'accordo negoziato dal PS con la destra nella commissione fiscale del Gran Consiglio, il quale l'ha adottato in seduta plenaria il 31 gennaio. Al momento del voto parlamentare, 11 dei 17 deputati socialisti si erano astenuti e avevano esortato il comitato direttivo del partito a rivedere il suo appoggio.

L'accordo ginevrino prevede un'aliquota d'imposta del 13,99%. Quale contropartita, il freno ai deficit verrebbe sospeso, in modo regressivo, durante otto anni. Sono inoltre previste compensazioni sotto forma di sussidi.

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