L'epidemia di Ebola in Congo, la seconda per gravità dopo quella del 2014, continua a mietere vittime, tanto che ha superato i 500 morti. Lo afferma l'Oms, a cui un gruppo di esperti a chiesto su Lancet di dichiararla "Emergenza di salute pubblica internazionale".

Secondo gli ultimi numeri forniti dall'Organizzazione nel paese ci sono stati finora 811 casi e 510 morti, con i focolai che hanno riguardato 18 province al confine con Ruanda e Uganda, tanto che il rischio di contagi nella regione è considerato ancora "molto alto". A mitigare il conto, ha sottolineato in un bollettino il ministero della Salute del Congo, ci sono state finora oltre 76'000 vaccinazioni.

L'ultima riunione del comitato di emergenza dell'Oms sull'epidemia, sottolinea la lettera firmata da diversi scienziati britannici, statunitensi e africani, si è tenuta lo scorso ottobre, e l'organismo ha deliberato che 'al momento' non c'erano i requisiti per la dichiarazione di emergenza internazionale, che permette una serie di azioni coordinate dall'Onu per affrontare l'epidemia.

"Da allora però i casi sono triplicati - scrivono -, e molti paesi hanno ritirato il proprio personale per paure legate alla sicurezza. I requisiti ora sono soddisfatti, e quindi chiediamo al segretario generale dell'Oms di riconvocare il comitato e valutare di nuovo la dichiarazione".

A stretto giro è arrivata la risposta dell'Organizzazione. "L'Oms e i partner in Congo e nei paesi vicini stanno monitorando attentamente la situazione per rilevare qualunque segno della necessità di riconvocare il comitato di esperti - ha affermato un portavoce -. Se e quando si verificheranno il direttore generale indirà una riunione".

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