Il Consiglio degli Stati non vuole interferire nella consultazione sul progetto di accordo quadro istituzionale con l'Unione europea.

Con 35 voti contro 4, la Camera dei cantoni ha bocciato una mozione di Thomas Minder (Indipendente/SH) che chiedeva al Consiglio federale di non parafare o firmare il testo.

Secondo l'autore della mozione, la sottoscrizione dell'accordo sarebbe "un ulteriore e significativo passo in direzione di un'adesione all'Unione europea", il che significherebbe per la Svizzera una conseguente perdita di sovranità e imprevedibili controversie giuridiche. La ripresa dinamica di direttive europee sarebbe per la Confederazione una "megacatastrofe", ha affermato Minder.

A suo avviso, l'accordo quadro non consentirà di risolvere i problemi con Bruxelles, poiché i contenziosi sono politici, e non giuridici, e la creazione di un tribunale arbitrale non cambierà nulla.

Dal canto suo, il "senatore" Damian Müller (PLR/LU) ha replicato all'indipendente sciaffusano che "sarebbe un pesce d'aprile di cattivo gusto porre un termine a una consultazione in corso". Secondo il liberale-radicale lucernese, la palla non è ancora nel campo del Parlamento. A suo avviso, inoltre, sarebbe sbagliato fare una croce sopra un accordo che garantirebbe all'economia svizzera l'accesso al suo principale mercato di esportazione.

Müller ha ammesso che quello istituzionale non sarà forse il più grande accordo mai concluso ma è pur sempre il migliore in questo momento. Dal canto suo, il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha ricordato che il dossier in consultazione soddisfa il Governo all'80%, ma restano punti in sospeso e occorre del tempo per chiarirli, poiché il progetto è complesso.

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