Seppur d'accordo per adottare le norme UE più severe per i dispositivi medici, affinché le aziende svizzere mantengano l'accesso al mercato europeo, i due rami del Parlamento sono tutt'ora divisi sulle regole di trasparenza.

Oggi il Nazionale ha fatto un passo verso gli Stati, stralciando l'obbligo di tenere un registro relativo ai legami d'interesse.

Il Consiglio nazionale aveva deciso in prima lettura che medici e ospedali avrebbero dovuto rivelare i rispettivi legami di interesse. I contratti con fornitori di dispositivi medici o partecipazioni, ad esempio in un produttore di protesi, dovrebbero essere iscritti in un registro.

Di parere diverso il Consiglio degli Stati. Per venire incontro alla Camera di Cantoni, la Commissione preparatoria del Nazionale ha quindi proposto di limitare la trasparenza ai prodotti ad alto rischio e di rinunciare al registro. Fornitori di servizi e gli acquirenti dovranno tuttavia informare adeguatamente i clienti.

Nel corso del breve dibattito odierno, a nome della commissione Verena Herzog (UDC/TG) ha ribadito la necessità di evitare che "vengano utilizzati prodotti di qualità inferiore come gli impianti". Anche il PS ha sostenuto la proposta. La situazione migliorerà anche senza registri, ha sostenuto Rebecca Ruiz (PS/VD). Al voto, il Nazionale ha approvato la proposta della Commissione con 122 voti a 51 contrari.

Le due Camere si sono poi messe d'accordo sui principi di integrità: il Consiglio nazionale vuole che il divieto di offrire o accettare vantaggi indebiti si applichi anche ai farmaci. Il Consiglio degli Stati prevede eccezioni per determinate categorie di medicinali. Il Nazionale si è adeguato su questo aspetto ai "senatori".

Il dossier ritorna agli Stati.

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