Il regista francese Jean-Claude Brisseau, cineasta avvolto da un'aura sulfurea culminata in una condanna per molestie sessuali nei confronti di due giovani attrici, è morto ieri in un ospedale di Parigi, dopo una lunga malattia, all'età di 74 anni.

L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla sua famiglia al quotidiano "Le Monde".

Nel 1975 Brisseau ha realizzato "La croisée des chemins" e in seguito ha firmato "Les Ombres" (1980), il primo episodio della serie "La Télévision de chambre". Sono seguiti tre film con l'attore Bruno Cremer: "Un Jeu brutal" (1982), "Furore e grida" (1988) – che nello stesso anno gli è valso il Premio dei giovani al Festival di Cannes – e "Noce Blanche" (1989), che ha portato alla ribalta l'attrice Vanessa Paradis.

Nel 1992 ha realizzato "Céline", selezionato al Festival di Berlino, e due anni dopo "L'angelo nero". La sua produzione è proseguita con "Les Savates du Bon Dieu" (2000), "Il potere dei sensi" (2002) e "Gli angeli sterminatori" (2006). Con "La Fille de nulle part" (2012) si è assicurato il Pardo d'oro al Festival del film Locarno.

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