Via libera della Camera dei Comuni britannica al primo emendamento messo ai voti in vista della mozione di stasera contro l'ipotesi d'un no deal.

Il testo, promosso trasversalmente da deputati Tory moderati e laburisti per forzare la mano al governo, mira a potenziare il no a un taglio netto escludendo che il Regno possa lasciare in alcuna circostanza e in qualunque momento l'Ue "senza un accordo di recesso e una cornice sulle relazioni future" ratificate. È stato approvato con 312 voti a favore e 308 contrari.

L'approvazione dell'emendamento in questione, non appoggiato dal governo, mette di nuovo in difficoltà la premier Theresa May.

Esso va infatti recepito nella mozione principale, rispetto alla quale May era originariamente favorevole, dandole però un significato più netto: un rifiuto totale del no deal che l'esecutivo giudica difficile da garantire e non sostenibile di fronte all'Ue, tenuto conto che il 'no deal' resta uno sbocco di default - in base a quanto previsto dai termini dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona notificato a Bruxelles per il recesso dall'Unione - in mancanza di un accordo di divorzio ratificato o di un rinvio.

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