La borsa svizzera ha chiuso la giornata in ribasso con l'indice SMI dei titoli guida in flessione dello 0,24% a 9'937,56 punti, mentre l'indice complessivo SPI ha ceduto 0,21% a quota 12'018,10.

L'attenzione oggi era puntata sulle dichiarazioni davanti al Congresso americano del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, il quale ha spiegato come all'interno della Fed "si sia rafforzata la posizione per una politica monetaria più accomodante". Un segnale che la banca centrale statunitense potrebbe procedere ad un taglio dei tassi di interesse nella riunione di fine luglio.

Sulla piazza zurighese le dichiarazioni di Powell hanno spinto i listini, in quel momento negativi, verso l'alto, ma l'effetto è stato di breve durata. Tutti di segno meno a fine seduta i pesi massimi difensivi: il gigante dell'alimentare Nestlé (-0,16% a 102.84 franchi) non è riuscito a mantenersi sopra la soglia della parità e poco ispirati si sono mostrati pure i farmaceutici Novartis (-0,51% a 90.34 franchi) e Roche (-0,24 % a 275.60 franchi).

Hanno invece allungato il passo i bancari UBS (+0,76% a 11.935 franchi) e Credit Suisse (+0,46% a 11.95 franchi). Sopra la linea di demarcazione, sul mercato allargato, pure Julius Bär (+0,12% a 42.06 franchi). Positiva, nel segmento del lusso, Swatch, che è avanzata dello 0,26% (a 275.20 franchi) facendosi preferire a Richemont (invariata a 81.94 franchi).

Tra i titoli ciclici ABB, che ha inaugurato oggi un centro di robotica medica negli USA, è scesa dello 0,21% (a 18.58 franchi), Adecco ha ceduto leggermente lo 0,04% (a 53.64 franchi) e Geberit lo 0,26% (a 456.60 franchi). Solo LafargeHolcim è risultata di segno più (+0,50% a 48.16 franchi), così come Lonza (+1,13% a 331.10 franchi).

Sul mercato allargato Interroll è precipitata del 18,92% (a 1'946.00 franchi). Stamane lo specialista ticinese di soluzioni logistiche ha annunciato di aver chiuso il primo semestre con risultati in rialzo, ma ha anche avvertito che la seconda metà dell'anno si presenta sotto una luce meno favorevole, visto il calo dei nuovi ordinativi. Emmi è scesa del 7,88% (a 824.50 franchi) dopo una valutazione negativa di UBS. Il gestore patrimoniale zurighese GAM, che stamane ha detto di prevedere per il primo semestre dell'anno una perdita di circa 14 milioni franchi, è salita del 4,76% (a 4.446 franchi): gli investitori si aspettavano risultati ben peggiori.

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