L'"imperatore dell'architettura giapponese" Arata Isozaki, 87 anni, è stato insignito oggi del Premio Pritzker, il massimo riconoscimento al mondo per l'architettura, considerato l'equivalente del Nobel.

La sua prima esperienza è stato "il vuoto dell'architettura", l'effetto sconvolgente della bomba atomica su Hiroshima. "È stato allora che cominciai a pensare a come ricostruire case e città", ha detto Isozaki, ideatore ad esempio del Museo di arte contemporanea di Los Angeles e del Palau Sant Jordi di Barcellona per i Giochi olimpici del 1992.

L'annuncio del premio è stato salutato da molti come un atto dovuto per l'architetto, urbanista e teorico a cui viene attribuita la fusione di estetiche orientali e occidentali, modernismo e postmodernismo, globale e locale. Le opere più conosciute di Isozaki sono in tutto il mondo, da Tokyo a Milano, da Doha a Shanghai, passando per gli Usa.

Isozaki, che ha firmato oltre cento edifici, si è detto "al settimo cielo dalla gioia" nell'apprendere di essere diventato il 46esimo Pritzker e l'ottavo premiato giapponese (tra gli altri il suo maestro e mentore Kenzo Tange). Riceverà il riconoscimento in maggio in Francia. Secondo la giuria, è stato in parte per i continui tentativi di Isozaki di ricostruire, creando qualcosa di nuovo da vecchie forme e sperimentando all'estremo delle possibilità, che si è meritato il massimo onore per un architetto.

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