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Tinguely e Munari insieme a La Spezia

Un'opera della serie Baluba di Tinguely, esposta alla Spezia (academics.smcvt.edu)

(swissinfo.ch)

il nuovo Museo di arte moderna di La Spezia si è aperto con una retrospettiva sullo svizzero Jean Tinguely e su Bruno Munari.

Con le allegorie industriali dell'artista svizzero e i "mobile" del futurista Munari, parte una nuova avventura per l’arte contemporanea in Liguria.

Una cinquantina di opere di Jean Tinguely (1925-1991) fanno bella mostra di sé fino a ottobre nel nuovissimo Centro di Arte moderna e contemporanea (CAMeC) della Spezia. L'artista svizzero, insieme all'italiano Bruno Munari – considerato uno dei suoi maestri – è protagonista della mostra-evento «Tinguely e Munari. Opere in azione» con cui apre i battenti un nuovo elemento della ricca offerta culturale ligure.

Il CAMeC, nel centro di La Spezia, è ambientato nel vecchio Tribunale cittadino, risalente all'inizio del '900 e ora restaurato dal Comune con un investimento di quasi cinque milioni di franchi.

«L'obiettivo – spiega il direttore Bruno Corà – è quello di inserirsi nella rete europea di strutture dedicate all'arte contemporanea, dialogando senza timori o complessi anche con quelle che raggiungono i massimi livelli».

La sfida parte dalla collaborazione

Lo spazio del Centro è diviso in due ambiti: da una parte le collezioni cittadine permanenti (al primo piano, con opere tra gli altri di Sironi, Guttuso, Warhol, Spoerri o Dorazio); dall'altra, ambienti che offrono la possibilità di organizzare esposizioni temporanee come quella su Tinguely e Munari, aperta fino al 3 ottobre.

L’inaugurazione del CAMeC è la principale iniziativa spezzina per il 2004, anno in cui la vicina Genova riveste il ruolo di Capitale europea della Cultura. Il Centro va ad aggiungersi a un altro prestigioso museo della Spezia, il MAL (Museo Amedeo Lia), fondato negli anni Novanta grazie alle collezioni di arte antica donate alla città dall'ingegner Lia.

Con gli anni, dunque, la città si profila sempre più come un vivace polo culturale, pronto ad attrarre un pubblico internazionale anche dalla vicina Svizzera.

Tinguely e il suo maestro in primo piano

Non a caso la scelta di Tinguely per la mostra d’apertura, realizzata in collaborazione con l’omonimo museo di Basilea e con i contributi di Pro Helvetia e del Centro Culturale Svizzero di Milano.

Insieme a Munari, lo scultore friborghese è uno dei pionieri dell'arte cinetica, distinguendosi dal maestro per la vena satirica con cui prende di mira la tecnologia e la sua onnipotente razionalità.

La mostra presenta un ampio ventaglio delle sue creazioni, dalle prime composizioni semoventi dove i movimenti lenti introducono l’idea della «casualità» (Blanc Jaune et noir, Méta-Malevitch), alle vere e proprie «macchine», per esempio quelle che disegnano automaticamente (Méta-Matic No. 14).

Non mancano le opere più anarchiche e irridenti nei confronti della freddezza tecnologica, come la famosa serie dei Baluba, d’inizio anni Sessanta, caratteristici per i materiali eterogenei con cui sono costruiti (piume, stracci, ferraglia varia) e per la scompostezza dei movimenti.

I visitatori si trovano poi di fronte ai dieci metri del fantasmagorico Maschinenbar (1960-1985), mentre Pit-Stop e Viva Ferrari testimoniano la grande passione dell’artista svizzero per l’automobilismo.

La sezione dedicata a Bruno Munari presenta anch’essa circa cinquanta opere incentrate sul concetto della macchina, il tema che più influenzò Tinguely. Ecco così le macchine inutili, le macchine aritmiche, le alte tensioni e le sculture da viaggio, ma anche le proiezioni dirette e quelle a luce polarizzata, che pongono Munari come uno degli anticipatori del concetto moderno di videoinstallazione.

swissinfo, Alessandra Zumthor, La Spezia

In breve

Il nuovo museo della Spezia riscuote un grande successo di pubblico: già nei primi due giorni d’apertura, 3700 i visitatori si sono recati al CaMeC.

Il nuovo centro d’arte moderna e contemporanea è stato inaugurato sabato 22 maggio nella sede del vecchio tribunale di piazza Cesare Battisti.

Vi si possono ammirare i capolavori della collezione Cozzani e Bettolini, parte dell’esposizione permanente.

Il primo appuntamento straordinario, ospita le opere dello svizzero Jean Tinguely e del suo mestro Bruno Munari.

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