Le spese ospedaliere a carico dei pazienti sono troppo elevate. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), secondo cui il metodo di calcolo approvato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) favorisce le casse malattia.

Il caso specifico di cui si sono occupati i giudici riguarda un uomo, ricoverato per due giorni in un ospedale zurighese. Il nosocomio ha fatturato ad Assura 1696 franchi per il soggiorno.

L'interessato, che disponeva di una franchigia di 2500 franchi non ancora esaurita, si è visto recapitare dalla sua assicurazione una fattura di 1726 franchi. Si è però rifiutato di sborsare i 30 franchi (15 al giorno) aggiunti ai 1696 come contributo supplementare alle spese ospedaliere.

Assura si è dunque rivolta alla giustizia, più precisamente al Tribunale della assicurazioni sociali del canton Zurigo. Ma la sua richiesta è stata respinta: i 30 franchi non sono stati considerati legittimi.

Insoddisfatta del responso, Assura ha chiamato in causa il TF, che però, in una sentenza resa nota in settimana, ha confermato quanto deciso dall'istanza precedente. Il punto di vista dei giudici è che il "contributo ai costi di degenza ospedaliera" a carico dei pazienti, di cui parla la Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), sia compreso nella fattura.

L'ammontare di quest'ultima è pertanto determinante per il calcolo della franchigia e della partecipazione dovuta dall'assicurato. La seconda Corte di diritto sociale del TF, con sede a Lucerna, ha ricordato che tale contributo deriva dalle spese per degenza e alimentazione, inserite dall'ospedale nella fattura insieme a quelle per la terapia.

Nelle sue considerazioni, il TF sottolinea che la pratica in atto presso Assura comporta per il contribuente un doppio saldo degli oneri legati alla degenza. Concretamente, il cliente paga la franchigia, la partecipazione del 10% ai costi che la superano e ancora il contributo alle spese di soggiorno.

Per il Tribunale federale, l'UFSP, consultato nell'ambito di questo caso, sostiene il sistema di calcolo applicato da Assura. In un comunicato odierno, l'associazione svizzerotedesca di protezione dei consumatori (SKS) ha criticato l'ufficio federale, esigendo che quest'ultimo assuma il proprio ruolo di autorità di sorveglianza e costringa le casse malattia a fatturare correttamente.

Stando all'associazione, gli assicuratori devono anche rivedere immediatamente la loro pratica e rimborsare ai pazienti i montanti di troppo addebitati.

(Sentenza 9C_716/2018 del 14.05.2019)

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