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Soggetti smarriti Quando c'era... il campanaro

La maggior parte dei rintocchi delle campane del canton Ticino oggigiorno sono regolati dalla tecnologia. E con l'automatizzazione sono scomparsi i campanari. Tutti? No. In questo servizio saliamo sul campanile di Golino per conoscere uno degli ultimi rimasti.

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Servizio Il Quotidiano

Ogni mattina, quindici minuti prima delle sette, Patrizio Zurini sale sul campanile di Golino, nelle Centovalli, per suonare l'Ave Maria. Il rito si ripete prima della chiusura della chiesa, alle otto meno un quarto. 

La sua è una passione tramandatagli dal padre, morto 31 anni fa, e dalla madre, che ancora a 90 anni saliva sul campanile per la stessa ragione: suonare. 

Oggi sono poche le persone disposte a fare questo lavoro che l'automatizzazione, introdotta a partire dagli anni '60, ha quasi portato all'estinzione. 

Sentendo parlare Zurini si capisce che lui non potrebbe farne a meno. Suonare le campane gli permette, a suo dire, di trasmettere il suo stato d'animo e le sue emozioni al paese e alla valle, uno degli ultimi luoghi nel cantone dove i rintocchi hanno ancora una tonalità... autentica.  

 Un altro di questi luoghi è Aurigeno dove, a suonare, si sono messi d'impegno anche dei giovanissimi, come si può vedere in questo servizio.

Tramandare la tradizione Giovani campanari crescono ad Aurigeno

In un villaggio della Svizzera italiana, il campanile è tanto piccolo da non poter essere elettrificato. Così, si è formato un gruppetto di campanari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2019 21.20


tvsvizzera.it/Zz con RSI (Il Quotidiano del 15.01.2019)

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