Vita da cani con padrone incivile

7 milioni i cani in Italia

7 milioni i cani in Italia

(keystone)

di Massimo Donelli

In Italia ci sono 7 milioni di caniLink esterno.

Tolti quelli da cacciaLink esterno, generalmente di razza pregiata (una éliteLink esterno molto ben addestrata e coccolata)…

… e tolti quelli che vivono in campagna, solitamente meticciLink esterno di valore (ottimi guardiani che fanno una buona vita all'aperto)…

…non saprei dire (credo non lo sappia nessuno) quanti tra i migliori amici dell'uomo siano costretti a spendere gran parte del tempo nel chiuso di un condominio.

Ma so per certo che molti dei loro padroni non li meritano.

E spiegherò perché.

Il cane che vive in appartamento viene portato a passeggio, di norma, solo un paio di volte al giorno.

Dove?

Risposta numero uno: se è fortunato, lo fanno correre al parco, spesso nelle aree riservate ai quattrozampe.

E lì succede di tutto.

Ma, chiarisco subito, le bestie non c'entrano.

Perché in quei recinti a fare i numeri sono gli umani, i tipi da cani, appunto, ben dipinti da mio fratello (proprietario di Brina, splendido spinone italianoLink esterno) nell'articoloLink esterno che ha scritto per il Corriere della seraLink esterno e di cui vi riporto l'incipitLink esterno: "Ci sono proprietari di cani che hanno il piacere di fare branco. Si incontrano più volte ogni giorno nello stesso posto. Parlano solo di cani. Alcuni sono succubi dei loro animali. Quando spettegolano degli amici del branco assenti, non usano nome e cognome ma dicono: la mamma di Lucky, il papà di Whisky... Contraddirli, spiegare loro che i cani non sono bambini , può essere pericolosissimo. Il branco ha spirito talebano".

Chiaro?

Risposta numero due: se, invece, il cane è sfortunato, niente parco.

Le sue uscite si riducono all'andare su e giù per i marciapiedi.

E qui cominciano le dolenti (e maleodoranti) note…

I pedoni italiani, ormai, sono addestrati a fare lo slalom tra le deiezioniLink esterno canine.

Se ti distrai un attimo, è facile pestarle.

E le conseguenze sono note a tutti.

Non basta.

Bisogna stare attenti anche ai guinzagli.

Una volta erano lunghi ottanta centimetri o giù di lì.

Oggi sembrano quei metri che usano i geometri in cantiere: schiacciato il pulsante, animale e padrone sono lontani come due alpinisti in cordata.

Così, se, per esempio, tu esci dal portone un po' distratto, inciampi nel guinzaglio pressoché invisibile e voli, come un cretino, faccia a terra.

Mica è finita.

C'è chi il guinzaglio non lo usa proprio.

Fregandosene bellamente di coloro che hanno paura dei cani.

Infatti, quando ti ritrovi una zampa sul petto e resti lì paralizzato, le prime parole che senti, accompagnate da un risolino di scherno, sono: "Guardi che vuol solo giocare".

Oppure, in alternativa: "Guardi che il mio cane è buono".

E quel "mio" è vocalmente stressato, a sottolineare che dei cagnacci altrui lui, il padrone, non risponde.

In ogni caso, l'espressione "Mi scusi" se arriva (se arriva, appunto…) arriva dopo.

Ma i fastidi mica finiscono qui.

Hai l'auto parcheggiata in strada?

In Italia è normale trovarla irrorata di pipì canina, ad alto contenuto di pHLink esterno.

Domanda: la faranno anche sulle ruote del padrone?

Un guaio, poi, se il vicino di ballatoio ha il cane nevrotico (capita, no?) cui, oltretutto, non sei simpatico.

Quando stai aspettando l'ascensore e il condomino apre la porta, l'animale salta fuori come un matto, ti si avventa ringhiando e… o litighi o ti rassegni.

Peggio ancora se il vicino sta in giro tutto il giorno e lascia sistematicamente il cane a latrare sul balcone.

Protesti?

Non sente ragione.

Devi sopportare.

E basta.

Oppure lo denunci, con tutte le conseguenze del caso.

Che possono essere costose (causa in tribunale) e violente (aggressione fisica).

Occhio, quindi…

Poi ci sarebbe la faccenda della museruola.

Una faccenda tutta italiana.

Non è obbligatorio usare la museruola, ma è obbligatorio averla.Link esterno

E quindi?

Devi metterla al cane, dice la norma, quando pensi si stia creando una situazione di pericolo.

Mmmm…

Non vi ricorda il dettoLink esterno del cancello spalancato, della stalla e dei buoi?

Riflettete…

Infine, ci sono i padroni proprio imbecilli, quelli che viaggiano con il cane in auto lasciandolo libero per l'abitacolo.

Un rischio per l'animale, per sé e per gli altri.

Nonché una violazione del codice della stradaLink esterno.

A proposito di codici…

L'Italia è piena di ordinanze sugli animali domestici.

Un lungo elenco che ricorda le grida di manzoniana memoriaLink esterno.

Tutte parole inutili, giacchè sono interamente disattese.

Mica come in Svizzera, dove se il cane fa la pipì fuori da un prato, il padrone paga la multaLink esterno.

Basterebbe copiare dai cugini elvetici, no?

Troppo facile.

Meglio abbondare con le chiacchiere e lesinare le azioni.

Consentendo, così, ai maleducati proprietari di cane l'ostentazione del più assoluto disprezzo per la convivenza civile.

Reagire?

Chi si oppone, come scrive Giovanni VergaLink esterno ne I MalavogliaLink esterno, è solo "uno di quei grulli che abbaiano alla luna".

Abbaiano.

Appunto…

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