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Preferenza indigena


"Prima i nostri" anche in Vallese


Nel Vallese francofono, l’Unione democratica di centro (UDC) ha lanciato giovedì un’iniziativa legislativa cantonale per la preferenza indigena sul mercato del lavoro. Intitolata “Le Valais d’abord” (“prima il Vallese”), si ispira alla ticinese “Prima i nostri” approvata in votazione popolare lo scorso settembre. Il partito, che al di là del nome rappresenta la destra del panorama politico svizzero, ha ora un anno di tempo per raccogliere nel cantone le 4000 sottoscrizioni necessarie per approdare al voto.


Il tema della preferenza indigena sul mercato del lavoro è d’attualità anche in altri cantoni. A Neuchâtel, sarà lanciata ufficialmente venerdì l’iniziativa “I nostri prima degli altri”, che mira ad ancorare il principio nella Costituzione. Quella vallesana è invece un’iniziativa legislativa, che –se riuscita- modificherà la legge cantonale sull’impiego.

Il testo di “Prima il Vallese” prevede che i lavoratori svizzeri e stranieri residenti nel cantone godano di una preferenza nelle assunzioni, da applicare in forma restrittiva nei settori pubblico e parastatale, dove i disoccupati indigeni saranno sistematicamente favoriti.

L’iniziativa chiede anche che le autorità promuovano la formazione in settori come quello sociosanitario, nei quali “la manodopera nazionale è sostituita da una manodopera importata”. Incentivi fiscali sono previsti per le imprese che favoriscono la manodopera locale.

A Ginevra, la preferenza nazionale è già applicata nell'amministrazione pubblica e nelle istituzioni finanziate dal Cantone. Il Mouvement citoyens genevois (MCG) e l’UDC vorrebbero però estenderla ad altri settori. Un’iniziativa potrebbe essere lanciata nel 2018.

Oltre a promuovere “Prima il Vallese”, il partito vuole sottoporre al Gran Consiglio altre misure, tra cui l’utilizzo di prodotti agricoli vallesani negli ospedali, nelle case per anziani e altre istituzioni, nonché una tassa militare (attualmente prelevata solo ai cittadini svizzeri che non hanno prestato servizio) per i lavoratori stranieri che non hanno prestato servizio in patria.

La preferenza indigena è oggetto di iniziativa anche nel canton Neuchâtel e presto potrebbe esserlo a Ginevra, dove è già applicata ma solo nel settore pubblico. È stata inoltre evocata nel canton Vaud dal gruppo liberale-conservatore dell’ex UDC Claude-Alain Voiblet, che vorrebbe tassare i datori di lavoro che impiegano frontalieri. 

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tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 16.02.2017)

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