In Argovia il primo rifornimento di idrogeno


In Svizzera, finora, c'erano le auto ma non le colonnine per fare il pieno; per produrlo, si impiega l'energia in esubero da fonti rinnovabili

Accanto all'auto elettrica, anche l'idrogeno potrebbe avere un ruolo centrale nella mobilità di domani. La tecnologia è matura e sul mercato sono da tempo disponibili automobili che lo usano come combustibile, con prezzi per chilometro di percorrenza analoghi a quelli del diesel. Quel che mancava in Svizzera, finora, era la possibilità di fare il pieno. Coop ha presentato venerdì la prima stazione di rifornimento.

Finalmente il signor Häfliger [cfr. video], un pensionato con un'anima ecologica e la passione per la tecnologia, ha potuto realizzare il suo sogno: acquistare un'auto a idrogeno: "La ragione principale è che rispetto alle macchine elettriche posso fare il pieno in tre minuti come con la benzina; e con un pieno ho un'autonomia di oltre 500 chilometri".

Ecologica e silenziosa, l'automobile ha un solo problema: fino ad ora, acquistare l'idrogeno era un'impresa. Ma oggi Coop ha presentato la sua prima stazione di servizio che offre anche questo carburante. Visto che gli acquirenti al momento scarseggiano, ha presentato anche le 12 auto aziendali e, soprattutto, il primo camion che qui a Hunzenschwil faranno il pieno.

La novità fa parte di un piano ambizioso: dal 2023, afferma il direttore generale Joos Suter, Coop vuole azzerare le sue emissioni di CO2: "Spero che questo progetto funzioni a dovere, abbiamo già inoltrato le domande di costruzione per altre due stazioni di servizio".

Le macchine a idrogeno sono analoghe a quelle elettriche, ma al posto della batteria hanno la bombola con il gas, che attraverso una pila a combustione fornisce l'elettricità per la trazione. Alla realizzazione tecnica dei serbatori ha partecipato anche il Laboratorio federale per la ricerca sui materiali EMPA.

Coop acquista l'energia necessaria alla produzione dell'idrogeno da una centrale idroelettrica su un fiume del canton Argovia. È proprio la possibilità di usare l'energia in esubero a interessare gli esperti.

"Con le energie rinnovabili che si sviluppano, come il solare e l'eolico", spiega Joël Mesot, vice direttore dell'Istituto federale Paul Scherer, "si crea molta energia in momenti in cui questa non serve; dunque dobbiamo poterla immagazzinare. L'idrogeno è una forma efficace di stoccaggio che ci permette di usare l'energia quando ne abbiamo bisogno."

Coop ha fatto il primo passo verso l'impiego su larga scala dell'idrogeno. Il suo vantaggio è che, al posto del CO2, emette del puro vapore acqueo.

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