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Guerra commerciale La cinese Huawei esclusa dal mercato statunitense

Donald Trump ha vietato mercoledì agli operatori telecom statunitensi di rifornirsi di apparecchiature da società straniere ritenute a rischio.

edificio con il logo huawei

Gli Stati Uniti sospettano che dietro Huawei vi sia il grande occhio di Pechino.

(Copyright 2018 The Associated Press. All Rights Reserved)

In piena tensione commerciale con Pechino, il presidente statunitense ha decretato l'"emergenza nazionale" per emettere questo provvedimento. Nel decreto non si menziona esplicitamente la Cina e Huawei, ma non sfugge a nessuno che il primo gruppo ad essere colpito dalla misura è il gigante delle telecomunicazioni cinese.

Pechino, del resto, era sul chi vive e giovedì scorso aveva messo in guardia da un "attacco" alle relazioni commerciali. "Esortiamo gli Stati Uniti a porre fine alle sue azioni scorrette […] per evitare ulteriori danni alle relazioni economiche e commerciali", aveva dichiarato il portavoce del Ministero del Commercio cinese, Gao Feng, in una conferenza stampa.

Secondo la Casa Bianca, il decreto è giustificato dal fatto che "gli avversari stranieri sfruttano sempre più spesso le vulnerabilità dei servizi e delle infrastrutture delle tecnologie dell'informazione negli Stati Uniti".

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hUAWEI ESCLUSA DAL MERCATO STATUNITENSE

Una manovra "sleale"

Per Pechino, al contrario, è una manovra sleale che distorce la concorrenza. Huawei ha denunciato "restrizioni irragionevoli che violano i [suoi] diritti".

Questa misura avrà come ripercussioni per gli Stati Uniti di doversi "limitare a soluzione alternative, meno performanti e più care" per quanto concerne il 5G, ha sottolineato la società cinese, che si presenta come "il leader incontrastato" di questa nuova generazione della telefonia mobile.

Per la Casa Bianca, invece, il decreto non fa altro che rispondere "agli atti delittuosi favoriti da internet, compreso lo spionaggio economico e industriale ai danni degli Stati Uniti e della sua popolazione".

Quella emanata mercoledì è la misura più severa adottata dal governo Trump contro il settore tecnologico cinese in forte espansione, in particolare nei paesi emergenti dell'Africa, dell'America Latina e dell'Asia.

Sfida a colpi di dazi

La sfida tecnologica è attualmente al centro della rivalità commerciale tra Pechino e Washington. Le due principali economie mondiali si affrontano a colpi di dazi doganali.

Alla domanda se un tale decreto potesse essere adottato a Washington, le autorità di Pechino avevano in precedenza denunciato un abuso di potere che, a loro avviso, intende escludere le imprese cinesi dal gioco della libera concorrenza.

"Da qualche tempo, gli Stati Uniti abusano del loro potere per screditare deliberatamente le aziende cinesi e respingerle a tutti i costi, il che non è né giusto né rispettabile", ha commentato Geng Shuang. Il portavoce della diplomazia cinese ha accusato Washington di usare il "pretesto della sicurezza nazionale" per impedire alle aziende cinesi di investire e conquistare quote di mercato negli Stati Uniti.

Con il Segretario di Stato americano Mike Pompeo in prima linea, gli Stati Uniti conducono da mesi un'offensiva contro Huawei, sospettata di spiare a favore di Pechino.

La multinazionale cinese è stata quindi esclusa dal mercato americano del 5G e Washington sta cercando di convincere gli alleati occidentali a fare lo stesso.

L'anno scorso, l'amministrazione Trump aveva quasi fatto colare a picco la società cinese ZTE vietandole per diversi mesi di acquistare chip elettronici prodotti solo negli Stati Uniti.

Tre arresti

L'arresto in dicembre della direttrice finanziaria di Huawei a Vancouver, in Canada, su richiesta dei tribunali americani, ha peggiorato le cose. Meng Wanzhou è sospettata di aver mentito a diverse banche affinché Huawei potesse accedere al mercato iraniano tra il 2009 e il 2014, in violazione delle sanzioni statunitensi. Rischia l'estradizione negli Stati Uniti.

L'arresto della signora Meng è stato seguito pochi giorni dopo dall'arresto in Cina di due cittadini canadesi, una detenzione descritta da Ottawa come "arbitraria".

Questi due canadesi, accusati di violare la sicurezza nazionale, sono appena stati formalmente arrestati, ha riferito giovedì il quotidiano Globe and Mail.

tvsvizzera.it/mar/afp con RSI (TG del 16.5.2019)

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