Cuba, parla la sorella anticastrista di Fidel

Juanita vive a Miami e collaborò con la CIA per tentare di rovesciare il regime del Líder Máximo; l'ha intervistata una tv USA

Ha collaborato con la CIA per rovesciare il regime castrista, vive esiliata a Miami dal 1964 e non andrà ai funerali di Fidel. Parliamo della sorella minore del Líder Máximo, che ha parlato a un tivù statunitense.

Juanita Castro è l'unica della famiglia ad aver spesso denunciato pubblicamente il regime del fratello: "A Cuba avrei potuto far poco. C'era una forte organizzazione lì, che lavorava molto bene. I servizi segreti erano infiltrati ovunque, avevano informazioni su chiunque era contro il regime".

La storia di una delusione. All'inizio, Juanita collabora attivamente con la rivoluzione, compra armi, cerca finanziamenti negli Stati Uniti. Poi si sente tradita, e collabora addirittura con la CIA per cercare di rovesciare il fratello.

"Ho rifiutato la rivoluzione, la rivoluzione comunista, il sistema comunista, il modo in cui controllava tutto", dice alle telecamere. "Non è quello che ci hai promesso", disse al fratello.

Due visioni diverse, opposte. Lui ideologico, lei più aperta al dubbio. Due o tre volte discutono in modo molto acceso, Fidel cerca di convincerla: per essere forti tutti dobbiamo pensarla uguale. Ma la sorella non ci sta.

Juanita non andrà domenica ai funerali del fratello. Non intende tornare sull'isola, finché, dice, il Paese non sarà libero e amministrato da un governo democratico.

"Pensa che sarà mai democratica Cuba?", chiede il giornalista. "Forse", risponde.

×