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L'ultimo saluto a Umberto Veronesi

Lunghe file davanti alla camera ardente dell'oncologo italiano allestita a Milano; la Città ha proclamato il lutto cittadino

Venerdì mattina, è stato dato l'addio a Umberto Veronesi in una città, Milano, che ha proclamato il lutto cittadino. Le lunghe file davanti alla camera ardente dell'oncologo italiano hanno dato, fin da subito, il segno della grande partecipazione.

"No, la morte non mi fa paura, però temo di perdere lucidità mentale e la mia coscienza". Così rispondeva Umberto Veronesi in una recente intervista pubblicata da Panorama. E forse da queste parole si può anche capire come mai l'oncologo abbia deciso di non curarsi. Aveva 90 anni, ne avrebbe compiuti 91 il prossimo 28 novembre.

È morto l'8 novembre nella sua casa di Milano, il giorno in cui l'attenzione del mondo era rivolta all'America, alle presidenziali statunitensi. Messo in ombra da questo grande evento, la sua uscita di scena ha avuto eco solo nei giorni seguenti, con annunci di morte fittissimi sui giornali, e pagine intere acquistate in suo omaggio.

Veronesi ha scritto la storia italiana della lotta al cancro, è stato ministro della Sanità con il Governo Amato, dove ha promosso la prima legge antifumo. Veronesi era vegetariano convinto: una dieta, diceva, capace di prevenire l'insorgere di gravi malattie. Veronesi dalle mille battaglie, in favore degli OGM e del nucleare, ma anche delle droghe leggere e dell'eutanasia. Dobbiamo essere liberi di decidere su ciò che ci appartiene.

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