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Punto di vista "Preserviamo i paesaggi che abbiamo ereditato"

Per i promotori dell'iniziativa "contro la dispersione degli insediamenti", il divieto di espandere le zone edificabili è necessario per preservare l'eredità delle generazioni future. Una simile proibizione non impedirebbe al paese di continuare a svilupparsi.

point de vue

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Il 10 febbraio, i cittadini svizzeri si pronunceranno sulla diffusione urbana e sul suo impatto sui paesaggi. L'iniziativa "contro la dispersione degli insediamenti" mira a ridurre la cementificazione del territorio al fine di preservare le aree naturali, i terreni agricoli e il paesaggio.

Questa iniziativa completa così il quadro giuridico stabilito dalla Legge sulla pianificazione del territorio (LPT), consentendo la conservazione sostenibile del suolo. Quest'ultimo è una risorsa unica e rara, che deve essere preservata e utilizzata con una visione globale e responsabile: è in questo senso che bisogna votare 'sì' all'iniziativa "contro la dispersione degli insediamenti".

Kevin Morisod è nato nel 1993 ed è cresciuto a Collombey, in Vallese. Suo padre è stato municipale ecologista nell'esecutivo comunale e sua madre ha presieduto la sezione locale dei Verdi. Dopo la maturità, ha iniziato degli studi di medicina a Losanna.

Nel 2015 è stato candidato sulla lista dei Giovani Verdi per l'elezione in Consiglio Nazionale (camera bassa del Parlamento federale). Nel febbraio 2017 è stato eletto alla co-presidenza dei Giovani Verdi Svizzeri.

(Adrien Perritaz/Keystone)

Il cemento divora terre agricole

Ogni anno in Svizzera, scompare sotto il cemento una superficie equivalente a 1,5 volte la città di Ginevra. Le infrastrutture stradali, le abitazioni isolate, i parcheggi, le abitazioni vuote e le aree industriali di grandi dimensioni prendono il posto degli spazi verdi e delle terre buone. Il 90% dell'urbanizzazione attuale avviene a discapito di terre agricole: campi, aree di orticoltura, frutteti e vigneti cedono il posto agli escavatori.

Questa evoluzione porta alla scomparsa del nostro territorio e di conoscenze che si tramandano di generazione in generazione. A questo ritmo, è tutto il nostro territorio che si ritrova sotto una lastra di cemento. Tuttavia, questo fenomeno quotidiano, continuo e irreversibile non è inevitabile. Si possono adottare misure concrete per utilizzare i nostri suoli in modo razionale, cementificando meno e costruendo meglio.

Paesaggi denaturati

La Svizzera è un paese di montagne, laghi, valli, aree agricole, campagne, città e villaggi. L'ambiente costruito rappresenta una piccola parte del nostro territorio, ma l'impatto sui nostri paesaggi è significativo. Rosicchiando permanentemente le rive dei nostri laghi, dei prati e dei pendii montuosi, l'intero paesaggio svizzero si trasforma.

Questa evoluzione è reale, a un punto tale che le caratteristiche tipiche dei nostri cantoni, il fascino dei nostri villaggi e la tranquillità dei nostri spazi naturali sono alterati da abitazioni isolate, da nuove strade e da tutta una serie di fattori di disturbo come il rumore e l'inquinamento. I nostri terreni rappresentano una risorsa limitata, che dobbiamo preservare per custodire il fascino del nostro paese, apprezzato ben al di là dei suoi confini.

Sviluppo sì, ma a lungo termine

Come in altre parti del mondo, l'attività umana deve poter continuare. È essenziale potere dare un alloggio alla popolazione, sostenere il dinamismo di una regione e favorire l'occupazione. Tuttavia, queste scelte non possono essere fatte con una visione a breve termine. Con il suo territorio limitato, la Svizzera è uno dei paesi più piccoli d'Europa. Un uso migliore dei nostri suoli è quindi essenziale per conciliare responsabilità e dinamismo.

Con la legge sulla pianificazione del territorio, ogni 15 anni è possibile fissare nuove zone edificabili. Dei terreni agricoli possono così essere cementificati, senza nessuna compensazione. Questa espansione urbana programmata è una fuga in avanti a cui l'iniziativa "contro la dispersione degli insediamenti" offre una soluzione: utilizziamo in modo sostenibile i 400 km2 di territorio edificabile non costruito a nostra disposizione. Da sole, queste riserve possono ospitare almeno 1,5 milioni di persone in più e quindi soddisfare a lungo termine le esigenze demografiche.

La cementificazione delle nostre terre agricole non è una fatalità. Le abitazioni vuote o isolate costano finanziariamente alla società (attraverso la costruzione di strade o l'installazione di illuminazione pubblica e altre infrastrutture) e hanno un impatto ambientale significativo. Esse rendono più fragili delle aree in cui piccoli animali, uccelli e insetti trovano rifugio. In 15 anni, il 40% degli uccelli tra Ginevra e Zurigo è scomparso a causa dell'urbanizzazione. L'iniziativa permette di costruire in modo ponderato per affrontare le sfide dell'edilizia abitativa, dell'economia e delle infrastrutture. Il tutto nel rispetto delle necessità e dell'ambiente.

Un'eredità da salvaguardare

I nostri terreni sono un patrimonio: li abbiamo ricevuti dai nostri anziani e li trasmetteremo ai nostri figli. Ma cosa ne sarà di questa eredità se essa è costituita da cemento, disagi e inquinamento? Cosa potremo mostrare della Svizzera a coloro che scopriranno che i nostri paesaggi mitici sono stati gravemente e permanentemente sfigurati? Votare sì il 10 febbraio all'iniziativa "contro la dispersione urbana" significa preservare questa Svizzera che ci sta a cuore, indipendentemente da dove viviamo. In quanto piccolo paese segnato dallo scioglimento dei ghiacciai, dalla scomparsa del nostro mondo contadino e dal degrado dei nostri paesaggi, preserviamo tutte le ricchezze che abbiamo ereditato.

Il punto di vista espresso in questo articolo è quello dell’autore e non corrisponde forzatamente a quello di swissinfo.ch.


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