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Pugnalate tre persone Milano, l'accoltellatore alla stazione è indagato per terrorismo

Si sta delineando una finalità estremistica nell’aggressione con coltello di due militari e un agente della polizia ferroviaria da parte di un ventenne di origini tunisine alla Stazione Centrale di Milano, che è indagato per terrorismo internazionale (il video dell'aggressione).

Dalle verifiche preliminari effettuate dall’Antiterrorismo milanese su un profilo Facebook (ora oscurato) attribuito a Tommaso Hosni sono emersi video inneggianti all’Isis e alla guerra condotta dal califfato nero. Ulteriori approfondimenti sulla sua eventuale radicalizzazione e su possibili contatti con esponenti del jihadismo sono in corso da parte degli inquirenti.

I due militari e l’agente della Polfer avevano notato il giovane, conosciuto per essere un frequentatore della stazione dove nel dicembre scorso è stato arrestato per spaccio, nel corso di un pattugliamento misto e gli hanno chiesto i documenti. Come tutta risposta l’italo-tunisino si è scagliato contro il terzetto sferrando pugnalate al terzetto. La colluttazione è stata brevissima e l'uomo, che aveva due coltelli da cucina, è stato bloccato in pochi secondi da altri poliziotti arrivati in supporto.

Inizialmente il fermato ha simulato un malore ma il medico che lo ha soccorso ha escluso patologie o ferite. L’aggressore, su cui pende l’accusa di tentato omicidio, è stato trasferito nel carcere di San Vittore.

Secondo testimoni viveva senza fissa dimora nel capoluogo lombardo anche se formalmente risiede in Puglia. Con la madre italiana, che vive a Foggia, non avrebbe contatti. “Sono solo e abbandonato” avrebbe detto agli investigatori dopo l’arresto. I genitori sono due pregiudicati che hanno subito diverse condanne per vari reati, tra cui violenza e abusi sessuali.

Uno degli ultimi suoi alloggi sarebbe un furgone di proprietà di un cinese nel quartiere popolare di Quarto Oggiaro. Negli ultimi tempi, raccontano sempre testimoni, si è fatto crescere la barba e questo potrebbe essere un indizio della sua presunta radicalizzazione.

(Keystone)


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