Nuove accuse Trump sempre più nell’occhio del ciclone

Il presidente statunitense avrebbe chiesto all’ex direttore dell’FBI James Comey, licenziato una settimana fa, di insabbiare un’inchiesta che potrebbe provare le relazioni tra membri del suo entourage e la Russia. E intanto anche alcuni repubblicani iniziano a volerci vedere più chiaro.

Già accusato di aver ‘chiacchierato’ troppo con i diplomatici russi, rivelando loro informazioni confidenziali sulla Siria, Donald Trump è ora sospettato di aver cercato di porre fine a un’inchiesta dell’FBI.

Secondo un articolo del New York Times pubblicato martedì, Trump avrebbe chiesto a metà febbraio al direttore dell’FBI James Comey, licenziato qualche giorno fa, di insabbiare le indagini nei confronti di Michael Flynn, il suo ex consigliere alla sicurezza nazionale.

Comey avrebbe documentato questa richiesta per iscritto. Alla fine di un incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca, il presidente statunitense avrebbe chiesto a tutti - inclusi il vice presidente Mike Pence e il ministro della Giustizia Jeff Sessions - di lasciare la stanza ad eccezione di Comey. Il presidente avrebbe allora suggerito a Comey di porre fine alle indagini nei confronti di Flynn, “una brava persona”.

La Casa Bianca ha categoricamente contestato questa versione dei fatti, che se provata potrebbe costituire un’ostruzione alla giustizia e aprire le porte a una procedura di impeachment. È del resto con la stessa accusa che Nixon fu destituito nel 1974.

Intanto tra i repubblicani il sostegno a Trump sembra cominciare ad erodersi. Il presidente della commissione di vigilanza dalla Camera Jason Chaffez, che appunto è un repubblicano, ha chiesto all’FBI di consegnare tutti i documenti e le registrazioni delle comunicazioni fra Comey e Trump.

''Quando è troppo è troppo'', ha dal canto suo sbottato il parlamentare democratico, Adam Schiff. ''Il paese viene messo sotto esame in un modo senza precedenti. La storia ci sta a guardare'', ha tuonato Chuck Schumer, il leader della minoranza democratica in Senato.

Per quanto concerne Flynn, l’inchiesta è tuttora in corso. Flynn aveva dovuto rassegnare le dimissioni il 13 febbraio per avere nascosto di avere avuto contatti ripetuti con l’ambasciatore russo negli USA.

tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 17.05.2017)

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