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Mozione a Berna Resta d'attualità la chiusura notturna dei piccoli valichi

Il Consiglio degli stati (una delle due camere del Parlamento) ha deciso, contro il parere di governo e Commissione della politica di sicurezza, di non archiviare la mozione della leghista Roberta Pantani che chiede la chiusura del valichi secondari durante la notte.

Il valico di Novazzano chiuso per la notte

Il valico a Novazzano chiuso nella notte (23:00-05:00) durante il periodo di prova nel 2017.

(Keystone / Benedetto Galli)


Le recenti rapine ai bancomat a ridosso del confine con l'Italia mediante l'uso di esplosivo non hanno lasciato indifferente il Consiglio degli Stati. 

Come detto, su proposta del "senatore" Filippo Lombardi e contro il parere sia del governo che della Commissione della politica di sicurezza, il Consiglio degli stati ha deciso - per 25 voti a 13 - di non archiviare la mozione della leghista Roberta Pantani che chiede la chiusura del valichi secondari durante la notte.

L'atto parlamentare della consigliera nazionale leghista Pantani, inoltrato nel 2014 e accolto dal Parlamento, aveva spinto il Consiglio federale a chiudere, quale test pilota, tre valichi di frontiera ticinesi da inizio aprile 2017 a fine settembre dello stesso anno.

Concretamente la decisione del Consiglio degli stati di non archiviare la mozione mantiene aperta la possibilità di chiudere i valichi minori durante la notte.

Diatriba italo-svizzera

Nel 2017, il governo di Roma aveva convocato l'ambasciatore svizzero nella città eterna, Giancarlo Kessler, per chiarimenti e ciò benché l'Italia fosse stata informata già l'anno prima dell'intenzione del Consiglio federale di sperimentare lo sbarramento dei valichi di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga dalle 23.00 alle 05.00.

Lo scorso dicembre, sollecitato dalla stessa Pantani visto l'acuirsi della situazione sul fronte della criminalità nel Mendrisiotto, con rapine ai bancomat durante la notte, proprio nelle vicinanze di valichi secondari, il Consiglio federale aveva risposto picche per bocca del "ministro" Ueli Maurer a una nuova chiusura.

Al posto di questa misura, Maurer aveva sottolineato di voler dotare i posti di confine di barriere, barriere che possono essere abbassate in caso di necessità, ad esempio quando la polizia organizza una ricerca.

Chiusure dal debole impatto sulla criminalità

Tale scelta, aveva dichiarato il consigliere federale, si basa sul fatto che gli sbarramenti notturni hanno avuto un debole impatto sul tasso di criminalità transfrontaliera. Inoltre, i posti di frontiera sono stati dotati di telecamere per la sorveglianza dei conducenti al momento del loro passaggio.

All'origine di questa decisione dell'esecutivo vi sono anche ragioni politiche. Da colloqui con l'Italia è infatti emerso che una chiusura notturna dei confini potrebbe ripercuotersi negativamente sulla buona collaborazione nell'ambito della sicurezza dei confini e della migrazione.

Lombardi, il problema non è risolto

Argomentazioni che non hanno però convinto Filippo Lombardi, il quale ha dichiarato che il problema "non è affatto risolto", vista la recrudescenza dei colpi messi a segno negli ultimi mesi a danno di bancomat ubicati a Sud del Ticino (Coldrerio, Arzo e Stabio) vicino al confine.

Per il ticinese Lombardi un'eventuale chiusura dei valichi non va vista come un atto ostile nei confronti dell'Italia, anche perché il testo di Pantani chiede che un simile provvedimento venga adottato in collaborazione con le autorità della Penisola.

tvsvizzera.it/fra con ATS

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